—Sta bene. Molti di essi ci sono amici… e il preside?

—Il dottor Cipriano? il vecchio maestro mio? non lo stimo sleale, è uomo franco e…

—Anche dopo il 14 aprile?

Polo rabbrividì, ma superatosi aggiunse:

—Sì, Luchino.

—Meglio ancora.

—Stanotte…

—Attendimi. Verrò ai cancelli col biroccio. Darò tre colpi. Non mancare. Addio.

IV.

«…… non lo stimo capace di leggere filosofia. Balzano e più ancora settario non milita nel campo della verità, e s'è corpo e cervello affiliato a' framassoni. Illuso, sedotto, accecato da eretici paradossi, egli sostiene a spada sguainata e col coraggio ardimentoso della gioventù le massime della nuova sofistica, e nessuno più di lui sprezza ed ingiuria le sante tradizioni. Paladino di codeste empietà; seguace, ammiratore, amico, di codesti novelli scrivacchiatori, diffonditore di codeste dottrine che paion recenti perchè piovuteci testè dalla Francia degli Enciclopedisti; nel suo libro, fortunatamente tuttor inedito, sulla vita e le opere dell'empio Socino, Polo Brancato, corrotto dall'infame esempio del padre, sparge a piene mani il ridicolo e la contumelia sulla religione degli avi e predica coll'impudente alterezza dello stolto fanatico la crociata (concedete che usi la parola sacra a sublimi ricordanze) contro l'Arca del Signore! No, no, licenziatelo, affidate la cattedra alla saggia gravità del duca……»