E la carrozza partì.
Il montanaro non si mosse se non allorchè la vidde assai dilungata, e dato uno sguardo tutt'all'intorno si pose a riparo dalla fitta pioggia sotto la merlata della torre. Poco appresso però, lungo le mura del forte, Pincio sbucò sul foro e a lesti passi risalì alla volta della montagna.
La carrozza di Luchino ed amici arrivò in quel frattempo al Zango. Innanzi la casa di Giaracà sostò e Ciro saltò a terra pel primo: dalle arcate uscì Polo dicendo:
—Eccomi!
—Polo—gridò Luchino—le lettere viaggiano… al resto pensasti?
—A tutto.
—Polo mio—susurrò Pericle—Polo mio, abbiamo a compiere un sacro dovere… lo so; ma ci arriderà la fortuna?
—Pericle, abbi animo. Al soldato che giura devozione alla bandiera è promessa forse salva la vita?
—Viva Polo!—esclamarono gli altri eccitati dalle parole solenni del
Brancato—Viva Polo!
—Viva Italia, amici, viva la ragione!