—Viva Italia!

Fu questo grido che scosse Cipriano e il Duca.

—Affrettatevi, Luchino. Prima che spunti l'alba di domani sarò di ritorno a Pozzallo.

—Sei la guida nostra, o Polo. Non mancarci.

—Domattina.

—All'alba.

La carrozza partì e Polo passato l'atrio suonò alla porta del preside.

Il duca *** all'annuncio del giovane, fe' d'occhio a Cipriano, ed alzatosi spalancò l'uscio di una camera oscura e là entro a passi lenti sparve.

Il preside si mosse verso la porta e con un ghigno insidiosamente beffardo, susurrò:

—Già qui?… le mie arti son dunque riuscite?… l'agnello viene a riparo presso il lupo?… e lo scritto mi sarà da lui… da lui stesso consegnato? dunque? Ah, Cipriano, ricordati del 14 aprile!