VII.
—Oh Polo mio!… venite, venite. Qual buon vento?
—Maestro!… prima di abbandonare la Sicilia…
—Partite?
—Sì. Un grave dovere mi chiama in continente; epperò innanzi lasciare… forse per l'ultima volta… questa patria mia, volli abbracciarvi, vedervi… affidarvi un incarico.
—Sedete, Polo.
Brancato si lasciò cadere colla persona nella seggiola e veduto
Cipriano imitarlo continuò:
—Davvero, maestro. Solenne è il dovere che vado a compiere fuor della valle. Che volete? non lo contesto, mi si squarcia il cuore nel dir addio a' miei monti, al mio paese, al mare che dal terrazzo scorgo ed ammiro… nel separarmi da un'angelica fanciulla… timore e rispetto per voi, dottore, per l'età vostra, per l'autorità che avete su me, m'hanno sinora rattenuto dal confidarvi questo segreto del mio cuore!… ebbene, anche da lei deggio dividermi… da lei che amo come folle… che adoro!… lascerò i libri, gli studi… che monta?
—Polo mio… perchè far mistero al vostro Cipriano? sapete bene che v'ho veduto nelle fasce, che fui il più sviscerato amico di Matteo…
—Povero padre mio!