—Che v'educai e vi fui guida… lasciate la valle? ma quando? perchè?… solo?
—Lascio la mia terra perchè lassù in riva al Tevere si combatte e si muore… lascio Pozzallo e le mie care colline perchè onore e dovere mi chiamano… lascio gli oggetti a me più cari… voi… Eloisa… amici e compagni… perchè non di soli studi nè di solo amore debbo vivere… oggi il vero patriota impugna le armi per essere libero e sapiente domani!
—E partite?…
—Domattina. Sei amici m'aspettano.
—E andate?
—A Rieti.
—Non sta in me, Polo, lo spegnere il santo entusiasmo che v'arde in petto… non io dirò, a giovane e poeta qual voi siete, restate! Giacchè questo è il destino vostro… giacchè così avete deciso… andate, figliuolo… ma anche lontano ricordatevi… oh sì, promettetelo!… di coloro che v'amano, di me che vi sono affezionato siccome padre!…
—Oh maestro!
—Di me, sì, che benchè a malincuore in dissenso col genitore sempre pensai a voi… all'infelice madre vostra!
—Oh dottore! le vostre parole mi commuovono… sento crescermi in cuore una tenerezza nuova per voi… il perdono che ora offrite alla memoria del padre mio… raddoppia in me la riconoscenza… ve ne ringrazio! Ma, vi prego, lasciate che ritorni al primo scopo della mia venuta.