—Dite, dite, Polo.
—A voi, maestro, nulla de' miei studi è nuovo. M'avete incoraggiato e fatto plauso.
—Che, Polo? vorreste che avessi sprezzato l'ingegno vostro, l'affetto grande che portate alla scienza?
—La mia difesa di Fausto Socino non v'è sconosciuta. Domattina parto… e mi dorrebbe lasciar solo e inutile quel mio breve lavoro!
—Lo recate seco voi?… no, no, Polo, piuttosto affidatelo a me… ne avrò la massima cura…
—Davvero? oh non m'ero ingannato!
—Dunque, figliuolo?
—Speravo appunto che avreste accettato questo ufficio. Ma non basta, maestro…
—Suvvia, Polo…
—Desidero che… gli eventi della guerra sono infiniti, potrei non tornare…