Passarono parecchi minuti, ed alla fine svincolatisi, il preside chiese con voce interrotta dai singhiozzi:

—E il Socino?

—Eccovelo, maestro.

Polo infatti trasse dal pastrano il manoscritto e glielo sporse. Il dottore lo guardò e tutto premuroso andò a riporlo in un armadietto.

—Addio, dunque, maestro.

—Addio, Polo mio, fatevi onore… ma serbatevi alle speranze della valle!

—Addio, maestro, addio!

Spalancò l'uscio e, quasi fuggisse, s'allontanò.

Il duca *** nel medesimo istante riapparve, e scosso Cipriano che stava immobile collo sguardo prostrato, gli gridò all'orecchio con voce cupa e tremante:

—Dottore, il voto vostro è ancora…