E fatti muti dal dolore, i giovani sposi si baciarono ancora una volta, mestamente sorrisero, e quasi di fuga s'allontanarono.
Pardo la seguì coll'occhio sino a che fu scomparsa su per l'erta della montagna, e dato uno sguardo lagrimoso alla sua terra diletta, a quella povera valle in cui suo padre, la madre sua, un amato fratello eran morti, e che ospitava bella e solinga la pura sua Iza, affrettò i passi e colla tempesta nel cuore scese sino al pian d'Aragona, e sempre costeggiando il Platani si diresse alla volta di Felice. Il fiume gonfiato dagli acquazzoni che pochi dì avanti avevano fradicie le vette di Casteltermini e Prizzi, rumoreggiava spumeggiante e rotto fra i massi e le frane, e quel sordo e cupo muggito dell'onde impetuose accresceva d'assai la tristezza del fuggiasco e gli metteva in cuore la rabbia della sventura. Pardo fissava con occhi paurosi il precipizio che s'apriva a lui daccanto, e neppur la bella e lussureggiante vaghezza dei pendii che dal Cammarata andava morendo giù giù sino a Ribera gli apriva l'animo a sentimenti di pace e perdono: piangeva, e del suo pianto vergognava!
—Povera patria,—diceva a sè stesso—Povera Sicilia! E dunque le ire di Maniscalco ti terranno sempre la speranza? che abbino ad esser per te fatali come le maledizioni dello sgozzato? E come mai egli scoprì?!… nessuno, nessuno ci può aver scoperti!… fosse Enzo?… oh no, il mio sospetto è calunnioso!… Arnoldo?… neppure! buon Arnoldo, perdona all'amico straziato il solo dubbio!… dunque, dunque chi?… Avesse Iza parlato?… oh no, Iza… giammai! sciagurato ch'io sono a sospettare di te!… dunque? sempre questo dunque?!… Cletto? quel cuor generoso, quell'animo di fuoco?.. Ah, eccolo, eccolo… è Lapo… sì, è lui!… infame! ci ha venduti?! e quant'oro t'ha promesso il manigoldo? Lapo, Lapo, trema!… e se non fosse lui?… se nessuno avesse tradita la congiura? in Palermo, in Alicata… in Caltanisetta… qualcuno avrà messo a repentaglio il segreto della trama… no, non è possibile… è Lapo che ci ha venduti! Lapo, Lapo, trema!—E Pardo fremeva di sdegno… poveretto; nemmanco pensava al vero iniquo!
Camminava, camminava, ed ai ricordi di patria e libertà si mischiavano i nomi d'Iza e Sutera. Soffriva davvero, e cacciato da pensieri tanto angosciosi, il suo passo era incerto e febbrile; divorava la via e le Madonie vieppiù si perdevano nel lontano orizzonte. Ma il sole già alto aveva spossate le forze di Pardo; sudato e stanco non avrebbe toccato il lido che a sera, epperò si gettò supino appiè d'un albero enorme e presto s'addormentò.
Che giova dirti, o lettore, quali strani sogni, quali orribili casi gli si dipingessero nella fantasia? Tutti si fanno beati di narrar fantasmi e ubbie, io invece passerò oltre e lascierò che Pardo gusti quel poco riposo. Tre ore dormì, e forse più a lungo avrebbe dormito se lo scalpito sonoro di un cavallo non lo svegliava. Si rizzò e con moto involontario pose mano alla carabina; ma rasserenossi allo scorgere che il nuovo viandante eragli conosciuto, eragli anzi amico.
—Diego!—esclamò, e avanzandosi nel mezzo della strada gli fece cenno s'arrestasse.
—Tu Pardo, qui?
—Sì, Diego, vo in salvo.
—Fuggi?… ma non sai dunque la gran novella?
—No.