Poi suonò un campanello. Entrò il servo.

—Monsignor Pagni? chiese ella.

—È nel gabinetto di sua eccellenza, rispose il domestico.

—Ditegli che io lo prego di venire da me. Ora, Maria, ritiratevi in questa stanza.

—Signora, a voi mi raccomando!

—Io vi devo la vita di mio figlio. Me fortunata, se potrò donarvi la vita del vostro!

La principessa condusse Maria Tognetti in un gabinetto attiguo, e ne chiuse la porta.

Monsignor Pagni comparve nel salotto.

—Io ho bisogno di una grazia suprema, disse la signora appena egli fu entrato. Non mi parlate d'impossibilità. Ciò che vi domando è necessario. Io stessa sono disposta a cosa che fino a questo momento credetti impossibile, a perdonarvi tutto il passato, a dimenticare tutto, purchè voi mi accordiate quello che sono per domandarvi.

—Se ciò che chiederete dipende da me, è mio dovere l'obbedirvi.
Comandate.