—Mia buona signora! esclamò Maria, baciandole ripetutamente la mano.

—Ascolta: questa notte dobbiamo farlo uscire dalla prigione, e ridurlo in salvo. Prendi questo danaro; cerca una vettura. A mezzanotte ti troverai con quella in via Giulia innanzi alle Carceri Nove. Là mi rivedrai.

—Oh grazie! grazie! A mezzanotte.

Maria Tognetti baciò un'ultima volta le mani della principessa, e partì col cuore pieno di speranze e di preghiere.

Monsignor Pagni, che aveva tutto inteso da una stanza vicina:

—A mezzanotte! disse fra sè. Vi sarò io pure!

XVI.

Le Carceri Nove.

Come una minaccia e un incubo si eleva nel bel mezzo di Roma il tetro monumento delle Carceri Nove. Quella fabbrica quadrata, massiccia, scura, sembra, com'è infatti, la tomba di uomini viventi.

Ai quattro angoli vegliano eternamente le sentinelle; la porta è chiusa da un triplice cancello. Non un accento, non un gemito manifesta la vita disperata che si respira là dentro. Il Tevere passa mormorando a poca distanza, e par quasi che gema sulla sorte di tanti sventurati.