Poi il dabben uomo richiuse il finestrino, e passò dall'altra parte del camerone, dove aprì un simile sportello, e guardò dentro a un'altra segreta. Era quella di Curzio.

—Quest'altro invece se la dorme in pace! pensò Petronio. Beato lui!
Se potessi fare lo stesso anch'io!

Staccatosi anche da quella porta, il bravo secondino si diede a passeggiare in lungo ed in largo per opporre migliore resistenza al sonno, ch'era sempre lì lì per tornare ad assalirlo.

In fondo al camerone era un cancello, pel quale si passava nelle altre parti della prigione… a quel cancello stava di guardia una sentinella.

Petronio si avvicinò al soldato, e gli chiese:

—Camerata, che ora abbiamo?

—Sono appena suonate le undici ore.

—Le undici! e io credeva che fosse passata la mezzanotte!

—Ho ancora un'ora da passare in fazione.

—Ed io ho ancora sette ore da vegliare! Maledetto mestiere!…
Torniamo a fumare.