—Per ottenere dal tuo labbro la genuina narrazione del fatto.

—Resterete colla voglia in corpo, perchè da me non otterrete nessuna confessione.

—Pensa, riprese il giudice, pensa che la negativa non potrà giovarti, perchè i tuoi stessi compagni ti hanno accusato, e sopratutto Giuseppe Monti, che è stato esaminato in questo punto prima di te. Esso ha raccontato ed esposto per filo e per segno la compartecipazione che tu hai avuta nella perpetrazione del reato.

Tognetti, niente spaventato dal volto arcigno, nè dai biechi sguardi, nè dalle fiere parole del processante, volendo almeno vendicarsi collo scherno, che è l'ultima sfida dei vinti, si mise a ridere, e disse:

—Queste sono tutte bugie: ed io non credo un'acca di quanto mi dite. Nessuno de' miei compagni è capace di un simile tradimento. Voi mi date ad intendere queste fandonie per farmi cadere nella rete, e poter poi vantare che mi avete indotto a fare una confessione spontanea. Ma con me non ci arrivate, sapete.

—Pensa, gridò il giudice, piantandogli in faccia que' suoi occhiacci grifagni, pensa, che persistendo in questo contegno tu vai incontro diritto diritto alla morte!

—E che m'importa? soggiunse il giovane. Credete che io non capisca che la nostra sorte è decisa fino d'adesso? A che mi gioverebbero le umiliazioni, i pianti e le preghiere? a niente; avete già destinato di farmi morire. Ebbene io morirò; ma voi non avrete la consolazione di vedermi a piegare la fronte, e dimandarvi perdono. Io morirò sì, ma almeno voglio avere la soddisfazione di parlare liberamente fino all'estremo della mia vita.

—Pensa all'anima tua! disse l'inquisitore con voce lugubre.

—I conti dell'anima, io li faccio direttamente col mio Dio: fate lo stesso anche voi.

—Pensa alla tua vecchia madre.