—Fidati in me; vieni.

Così dicendo, la principessa conduceva seco Curzio; quando, giunta con esso al cancello del camerone, s'imbattè sulla soglia con monsignor Pagni.

—Fermatevi, o signora! gridò il prelato.

Essa si arrestò come impietrita. Curzio si ritrasse sdegnosamente lontano.

—Voi mi avete ingannato, disse monsignore a bassa voce alla
principessa.

—Lasciatemi! diss'ella.

—Fermatevi, ripigliò monsignor Pagni. Voi non uscirete di qui con quell'uomo. È quello il giovane muratore che volete salvare? pel quale mi chiedeste un salvacondotto? quello è lo scultore Curzio Ventura, che la fama dice vostro drudo; e non erra, perchè gli è per salvar lui che voi abusaste della mia buona fede; è per salvar lui che voi siete qui dentro!

—Se sapeste… disse la principessa. Io non posso tutto spiegarvi. In nome di Dio, lasciatemi uscire!

—Voi non uscirete con lui, vi dico.

—Ebbene, volete tutto sapere? sappiatelo, soggiunse ella con risoluzione; e fattasi dappresso al prelato, parlandogli all'orecchio, con voce sommessa ma vibrata continuò: