Appena vide giungere la sua protettrice seguita da un giovane carcerato, porse innanzi le braccia per stringere al seno il suo figliuolo; ma vedendo, invece del suo Gaetano, Curzio, che la principessa fece salire rapidamente nella carrozza, salendo anch'essa subito dopo, la povera Maria rimase immobile e muta. Voleva gridare, chiamare suo figlio, chiederne conto alla principessa, lanciarsi allo sportello del legno, al cancello delle carceri. Ma la sorpresa, l'emozione, il contrasto, le tolsero a un tratto il movimento e la parola. Agitò le mani, mandò un rauco gemito, ma si sforzò invano di muoversi e parlare.
La principessa sentì tutto il pericolo di quel momento; se Curzio si accorgeva dello scambio, pel quale esso veniva salvato invece del suo compagno Tognetti, avrebbe rifiutato di fuggire, e chi sa cosa sarebbe avvenuto.
La paura la rese crudele; seguendo l'impulso irresistibile dell'amore materno, che fa anteporre la salvezza di un figlio ad ogni altra considerazione, comandò al cocchiere di far partire la carrozza al galoppo.
Maria vide allontanarsi rapidamente il legno, e con esso ogni sua speranza; guardò anche una volta le tetre muraglie che le contendevano il figlio, mandò un grido, e cadde riversa sopra il selciato della via.
XX.
La rivincita di un prelato.
La desolazione più fiera era entrata nella casetta di Trastevere, dove un giorno aveva regnato la pace e la serena tranquillità di una vita modesta e incolpata. La famiglia di Giuseppe Monti era colpita dalla maggiore fra le disgrazie. Il capo maestro languiva in un carcere durissimo, minacciato da una condanna di morte, soggetto a tutte le privazioni e ai patimenti del prigioniero, e martoriato da quell'angoscia più crudele d'ogni altra d'essere diviso dalle persone tanto care al suo cuore.
Intanto sua moglie, i suoi figli, abbandonati, privi di soccorso, soffrivano l'inopia delle cose più neccessarie, e il tormento più feroce struggeva il cuore della Lucia, il pensiero delle sofferenze di suo marito, e il terrore della sorte che gli soprastava.
Essa era ignara della parte che Monti aveva avuta nella rivolta; ma sinistre voci erano giunte fino a lei, che parlavano di gravi indizi, di prove, di confessioni, di pene estreme, e tremende; e in quella incertezza paurosa quanto fosse straziata l'anima della povera donna, chi ha cuore nel petto può facilmente immaginarlo.
Nei primi giorni essa aveva trovata quella violenta energia, che assiste la donna nei momenti più terribili della vita. Animata da un virile coraggio, si era presentata agli uffici, alle prigioni, aveva parlato ai giudici, ai cancellieri, aveva chiesta udienza a prelati, e cardinali; preci, pianti, denaro, tutto aveva posto in opera per giovare al marito.