—Ah! Ah! capisco: è pecora segnata.
—Dunque ci pensa lei.
—Viva tranquillo, Eminenza.
—Non udremo un tanto scandalo.
—Non è il momento di mostrar debolezza.
—La riverisco.
—Le bacio le mani.
Il cardinal Rizzi partì soddisfatto di sè; si fece condurre a casa, e andò a dormire il sonno del giusto.
Il Generale fece venir subito nelle sue stanze tre padri, fra quelli che erano più addentro nei suoi segreti, erano il confessore del Papa, il confessore del cardinale Antonelli, il confessore del colonnello De Charette, comandante degli zuavi pontifici. Con essi il Generale tenne un lungo conciliabolo, ch'ebbe per iscopo di stabilire il modo sicuro di sventare gli sforzi di coloro che volevano ottenere dal Papa la grazia di Monti e Tognetti.
I confessori di Antonelli e di De Charette si posero all'opera alla mattina seguente; il confessore del Papa doveva operare più tardi.