—E a me duole per la povera Lucia, per le nostre creature! Le lascio nella miseria.
—Rassicurati per questo, soggiunse Tognetti. Non è possibile che i nostri fratelli lascino languire le nostre famiglie; noi non lasciamo loro del denaro, ma il nostro nome e il sangue che spargeremo, questo sarà il loro patrimonio.
In questo momento uno dei confratelli, staccandosi dagli altri, venne a porsi fra i due condannati, e li abbracciò entrambi in atto d'amore. Non si poteva distinguere il suo volto a causa del cappuccio che lo copriva, ma era tanta la commozione che appariva ne' suoi occhi, che Monti e Tognetti si convinsero che lo sconosciuto era un vero amico.
Pareva che volesse parlare e non potesse per la piena dell'affetto.
Finalmente proferì con voce tremante queste sole parole:
—Miei cari!
La sua voce era ignota ai condannati.
—Chi siete, che vi mostrate tanto pietoso con noi? chiese Tognetti.
—Diteci almeno il vostro nome, che possiamo tenerlo a mente in queste poche ore che ci restano da vivere, disse Monti.
—Io sono Leoni.
—Il nostro avvocato! esclamarono ad una voce Monti e Tognetti.