—Ah! gridò Lucia, correndo a raccogliere i suoi figliuoli in un gruppo, che abbracciò in ginocchio.

—E lei me l'ha portato! disse poscia verso don Omobono.

—Fui costretto! me l'avevano comandato! Ma io, no, non mi sento la forza di tradirvi, povera donna; facciano pure quel che vogliono, mi chiudano a San Michele, mi taglino anche la testa, ma io voglio salvare l'anima mia.

Bisogna credere che don Omobono fosse arrivato a un grado supremo di esaltamento, per lanciare quella eroica sfida alla morte, e più ancora per cercare la salvezza dell'anima fuori dei precetti de' suoi superiori.

L'eroismo di don Omobono fu la salvezza di Lucia Monti e de' suoi figli, ed esso la sconta tuttora colla reclusione in un convento di capuccini, dove però, a dispetto del castigo, esso comincia ad ingrassare.

Lucia e la sua fedele Teresa poterono, coll'aiuto di un travestimento, fuggire a tempo dalla Roma dei preti, e portare a salvamento anche i bimbi.

Quella buona famiglia si trova adesso nella patria di Giuseppe Monti, confortata dalle consolazioni dei concittadini e dal compianto di tutta la nazione.

La povera madre di Gaetano Tognetti ha raggiunto il figliuolo!

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La Corte di Roma si è macchiata di nuovo sangue. Essa ha affrettato il giorno della sua caduta e il trionfo della libertà.