—Per giovare a me?

—Sì, replicò monsignore, per giovare a voi… o piuttosto a vostro marito.

Intanto don Omobono, il quale temeva che pei modi bruschi della donna il prelato s'incollerisse, e la tempesta si rovesciasse anche sul suo capo, postosi di dietro a monsignore, faceva verso Lucia dei gesti grotteschi, con cui voleva avvertirla che quello con cui parlava era un pezzo grosso, e che aveva la chierica, e che portava la mantelletta, e che gli usasse bei modi, e non lo disgustasse, e badasse a lei.

Lucia non capiva nulla a quei lazzi stranissimi, ma sempre più sospettava vagamente del vero, e volta a monsignore, gli disse con alterezza:

—Ma noi, signore, non abbiamo bisogno dei soccorsi di alcuno.

—Se vostro marito, riprese lentamente il prelato, corresse un pericolo, s'egli per esempio…

E l'astuto s'interruppe.

—Ebbene, che cosa? gridò Lucia, cui già si rimescolava il sangue all'idea che qualche male potesse incogliere al suo Giuseppe.

—S'egli, per esempio, fosse in procinto di essere arrestato!…

—Che cosa dice? esclamò la donna atterrita.