Un uomo dall'aspetto sinistro comparve.
—Oh che brutta figura! disse uno dei giuocatori.
—Dio ne scampi, disse piano un altro. È un lavorante di manichini.
Quell'uomo, ch'era un commissario di polizia, entrò scambiando un segno impercettibile con Giano.
Sulla porta semischiusa si mostrarono le faccie laide dei birri papali.
Ognuno comprese che cosa stava per accadere, e nella osteria non s'intese un respiro.
Il commissario mosse difilato alla tavola, dove stavano i tre amici, si volse a Curzio, e gli chiese con tuono burbero:
—Siete voi il signor Curzio Ventura?
—Son io, rispose lo scultore.
—Ebbene, siete in arresto, gridò il commissario. E nello stesso tempo gli afferrò la giubba sul petto.