[66]. Stampato a Parigi nel 1768. Del racconto primitivo è sparito tutto, salvo l'episodio d'un marito schiavo dei Saraceni, che ritrova la moglie amata da un sultano. Il La Place ha preso dal Vignacourt il rapimento dell'eroina per opera di un rivale; costui è quello che conduce Adele in mare contro sua voglia, ed è quello stesso che la virtuosa Adele pugnala di sua mano all'ultimo atto.
[67]. Il Louandre omette la vera ragione che, per la severità del conte di Pontieu, dà il romanzo: il tentativo di omicidio della giovine sposa contro il marito.
[68]. Vale a dire la dama di Fayel, creduta amata dal castellano di Couci, la Gabriella di Vergy del secolo XVIII (v. Hist. litt. de la France, vol. XXIX, pp. 362-390).
[69]. Sempre la famosa «tradizione», immaginaria qui come in mille altri casi.
[70]. Non v'è alcuna menzione di questa storia nei «trouvères du moyen-àge», all'infuori del nostro racconto in prosa.
[71]. F.-C. Louandre, Histoire d'Abbeville (1844), vol. I., p. 141. — Non conosco altri poemi su questo soggetto tanto dell'epoca moderna quanto del Medio Evo. Non v'è, almeno per quanto ne so, che una tragedia, quella del La Place, che come si è veduto, non ha quasi niente conservato del racconto, e un'opera in musica, quella del Saint-Marc, che la ricorda solamente per il nome dato all'eroina.
[72]. Il Citri de la Guette aveva giudiziosamente posto in margine del brano della sua traduzione in cui si narrano le avventure della figlia del conte di Pontieu: «Sous le règne de Philippes premier».
[73]. Nouvelles françoises du XIIIe siècle, p. XXXVII.
[74]. Giovanni di Pontieu ebbe almeno un'altra figlia e due figli, di cui il maggiore, Guglielmo, gli successe.
[75]. Tommaso di Saint-Valeri era in realtà signore di Domart (e non Damart come si legge nel Trésor de chronologie del de Mas Latrie, col. 1663); ciò prova solamente che l'autore del romanzo, il quale era nativo di Piccardia o dell'Artois, sapeva che un signore di Domart aveva sposato la figlia del conte di Pontieu.