[86]. Piú tardi, parlando degli amori di Saladino, vedremo il seguito di questo episodio.
[87]. Anche la sua peregrinazione somiglia assai da vicino a quella di Cornumarant. Vi è anche una confusione completa dei due personaggi nel racconto di Jacopo della Lana, commentatore di Dante (v. P. Rajna, Romania, VI, 364): Saladino, come il re di Gerusalemme, è sotto l'impressione di una «sort»; gli è stato predetto che Goffredo di Bouillon l'ucciderebbe (si vegga la confusione); volendo prevenirlo, giunge a Parigi in abito da pellegrino; cammin facendo è riconosciuto da un abate, come Cornumarant, e, come costui, vittima d'una specie di mistificazione che gli fa creder Goffredo invincibile. Ma Jacopo aggiunge alla storia uno scioglimento che si trova soltanto in lui: Saladino, quando vuol ritornare in Siria, è arrestato e posto in una prigione, dove muore.
[88]. Può leggersi, insieme con le altre novelle dell'Avventuroso Ciciliano, non solo nell'edizione del Nott (Firenze, 1832), ma nell'interessante Libro di novelle antiche tratte da diversi testi pubblicato da F. Zambrini (Bologna, 1868).
[89]. Cioè il conte d'Artois (si vede piú tardi che Arras è la sua residenza). Che vi sia qui una vaga reminiscenza della battaglia di Mansourah, in cui il re di Francia fu fatto prigioniero e suo fratello il conte d'Artois ucciso?
[90]. Qui ha luogo il racconto già riferito (p. 23) della longanimità del signore dei Cristiani.
[91]. Questa circostanza e il nome di Hugues (Ugo) dato all'eroe di questa storia possono far credere ch'essa ci rappresenti una forma appena riconoscibile dell'aneddoto relativo a Ugo di Tabarie.
[92]. Anche il Boccaccio, nella novella citata piú innanzi, osserva che parlava perfettamente latino, cioè italiano.
[93]. Rajna, l. c.
[94]. In se stessa la novella appartiene al ciclo del «Retour du mari». Il Rajna ha mostrato assai bene che esisteva un rapporto molto stretto tra la versione del Boccaccio e quella che ci offre un «miracolo» di Cesario d'Heisterbach. Quanto a Saladino, non ha che un rapporto del tutto fortuito con la storia, e senza dubbio dovuto al beneplacito del Boccaccio. Tuttavia l'avervelo introdotto prova come l'idea dei suoi segreti viaggi nei paesi cristiani fosse familiare a tutti. Devesi altresì notare come egli abbia a sua disposizione un «nigromante» che, sotto i suoi ordini, opera dei veri prodigi: il saggio, valente e magnifico Saladino diviene in tal modo una specie di Salomone con potere sugli spiriti.
[95]. Si è veduto piú innanzi (p. 46, n. 1) in Jacopo della Lana un altro riconoscimento, il quale ebbe i concatenamenti previsti; però non è, come ho detto, che un adattamento dell'avventura di Cornumarant.