Mentre le potenze più retrive della vecchia società europea, il feudalesimo vinto ma non domo la monarchia trionfatrice e la chiesa romana galvanizzata dal pericolo protestante, invadono in veste di conquistatori più che di colonizzatori, da settentrione e da mezzogiorno il Nord-America, coi loro hidalghi coi loro nobili coi loro soldati coi loro preti, rappresentanti genuini d'una vecchia razza corrotta dal dominio mondiale e d'una classe parassita, usa ad attingere i mezzi di vita dallo sfruttamento dei soggetti più che dal lavoro, s'incunea nel cuore stesso del loro dominio, fra gli Allegani predestinati dalla natura all'industria e l'Oceano aperto ormai dagli uomini al commercio mondiale, nella parte più adatta del continente allo sviluppo d'una grande civiltà, una forza nuova, che sorta, lottando col passato in Europa, agguerrita dalla lotta viene a cercare pel suo trionfo completo un vergine suolo, dove i ruderi del vecchio mondo non soffochino i germogli della pianta novella, inceppandone l'espandersi rigoglioso. Incarnano per di più questa potenza uomini appartenenti a giovani razze, entrate allora allora nell'arringo della civiltà dopo avere spezzato colla Riforma le ultime pastoie che le avvincevano ancora al carro delle vecchie razze dominatrici, uomini appartenenti di regola alle classi laboriose della società, che sbarcano sul suolo americano per popolarlo e fecondarlo del loro sudore anzichè per conquistarlo e sfruttarlo soltanto. È una nuova concezione coloniale, che la razza germanica contrappone all'antica: non già l'oro il saccheggio la distruzione la riduzione d'intere popolazioni al servaggio per fornire all'Europa le merci di lusso dei climi tropicali sono il fine di tale colonizzazione, ma la fondazione di stati, lo stabilimento di colonie cristiane, la formazione per gli oppressi e gli intraprendenti di luoghi di rifugio e d'abitazione, con tutti gli elementi d'una esistenza nazionale indipendente. Così là, dove la vecchia Europa colla sua monarchia feudale ed il suo sacerdozio sovrano non cerca altro che un nuovo e più vasto campo alla conquista e allo sfruttamento, proiettando sul nuovo mondo la sua storia di ambizioni di guerre fratricide di infamie, quadro dai vivaci colori in cui spiccano più smaglianti figure sovrane di santi di delinquenti e di eroi; la giovane Europa cercava una patria, iniziando una storia nuova di libertà spirituale e di progresso materiale, una società dove i colpi di spada e la pompa dei titoli e i lampi del genio non creassero dei piedistalli da cui dominare gli altri ma il lavoro oscuro tenace e paziente di tutti assicurasse alla comune convivenza i maggiori vantaggi.
NOTE AL CAPITOLO PRIMO.
[1]. Prendo in esame in questo capitolo tutto quanto il territorio degli Stati Uniti attuali anzichè la regione limitata di essi, in cui si svolge la storia delle loro origini, per metter in luce in questo volume, conforme a quanto dissi nella Prefazione, tutti i fattori fisici, etnici, storici che concorsero insieme a creare la società anglo-americana, fattori tra cui l'elemento territoriale occupa senza alcun dubbio il primo posto per la sua importanza decisiva nello svolgimento d'una società essenzialmente economica, quale è oggi l'anglo-americana.
[2]. Per maggiori ragguagli geografici sugli Stati Uniti vedi il I volume dell'opera magistrale del Ratzel (Die Vereinigten Staaten von Nord-Amerika. München, 1878-80), il libro XVI (Les États Unis) dell'opera del Reclus (Nouvelle Géographie Universelle. Paris, 1892), ed infine la sezione riguardante gli Stati Uniti del vol. II dell'opera La Terra del Marinelli (pag. 3-198), dovuta alla penna del prof. Porena, lavori dai quali ho desunto questo quadro a grandi linee del paese anglo-americano, pure servendomi di preferenza come dello scritto sull'argomento più diffuso in Italia di quello del Porena, che spesso ho riassunto con le stesse parole.
[3]. Il miglio lineare inglese è di 1609 metri; il miglio quadrato corrisponde a circa km.2 2.56.
[4]. Il piede inglese equivale a circa m. 0,30.
[5]. Sulla valutazione numerica degli Indiani, incerta al massimo grado come quella di tutti i popoli selvaggi, vedi le acute osservazioni del Ratzel nella 2ª edizione del 2º volume, dal titolo Politische Geographie der Vereinigten Staaten (München, 1893), dell'opera citata (pp. 210-213).
[6]. Secondo i risultati filologici del Cuoq (Citato in Reclus: op. cit. XVI 34) otem e non totem, come trovasi scritto generalmente, sarebbero stati tali animali protettori.
[7]. Cfr. sugli Indiani oltre al cap. XXII del vol. I del Bancroft (ediz. citata), le pag. 188-234 del vol. II (2ª ediz.) del Ratzel (op. cit.), e le pag. 37-73 del vol. XVI del Reclus (op. cit.).