Nè solo la lotta per la conquista cruenta del suolo ma anche quella per la difesa della libertà trovava nella lega neoinglese un valido istrumento: su essa la Nuova Inghilterra poteva fidare per tener testa alle malfidenze del Lungo Parlamento, per strappare il favore del Protettore, per resistere alla censura degli Stuart dopo la Restaurazione. Gli avvenimenti interni della madrepatria, i torbidi, i lutti, le agitazioni di essa si risolvevano così in un vantaggio inestimabile per le colonie settentrionali, permettendo loro di godere per lunghi decenni d'una effettiva indipendenza, durante la quale i germi importati si sviluppavano in una fiorente società democratica. Già Carlo I, non sordo ai consigli di chi gli sussurrava all'orecchio che questi emigranti «avevano in vista non solo una nuova disciplina ecclesiastica ma la potenza sovrana», aveva in animo di ritirare le patenti concesse; ma il covenant nazionale degli Scozzesi ed il precipitare degli avvenimenti dietro ad esso gliene toglievano il tempo e la voglia. Salvate così miracolosamente dalla rivoluzione contro il monarca, le libertà della Nuova Inghilterra venivano però minacciate dal Lungo Parlamento, il quale intendeva di limitarle, pretendendo il diritto di riformare le decisioni delle corti di giustizia coloniali e di esercitare la sua vigilanza sui governi locali; ma il Massachusetts, che era il più minacciato, risolveva nel 1646 in mezzo alla generale agitazione degli animi di non restituire l'antica carta «regia», nè di accettare quella nuova, già presa in esame dal Parlamento, e così grazie al suo atteggiamento risoluto lo statu quo, dopo lungo battagliare da ambo le parti, rimaneva inalterato nella N. Inghilterra.
Il protettorato del Cromwell lasciò pur esso la N. Inghilterra godere dei benefici del selfgovernment e della libertà del commercio, ancor più radicando così alla terra quel popolo, che, invitato, rifiutava di stabilirsi nonchè in Irlanda, sotto il cielo ridente delle Bahama, sul fertile suolo della Giamaica o della Trinità.
La restaurazione incominciò essa pure sotto buoni auspici: Carlo II, che una caricatura del tempo rappresentava ballando, con un'amante per braccio, mentre ghignanti cortigiani gli rubavano di tasca le provincie, se regalava a parenti ed amici con incosciente generosità le terre d'America, senza curarsi di chi oramai le aveva fatte sua patria, inaugurava d'altra parte il suo governo con segni di benevolenza verso alcune delle colonie americane. Così il governatore Winthrop il giovane otteneva pel Connecticut una carta, che univa insieme gli stabilimenti di Hartford e Newhaven in una sola colonia, estendendone i confini sino al Pacifico, e le concedeva tali franchigie da costituirla anche di diritto libera e come indipendente quale era stata fino allora di fatto. Ed una consimile patente riceveva nel 1663 la colonia di Rhode Island.
Solo faceva il viso dell'armi tra il giubilo pressochè generale il ferreo Massachusetts, il quale si rifiutava di consegnare tre degli stessi giudici del decapitato Carlo I rifugiatisi in esso: un anno dopo la restaurazione soltanto il nuovo governo inglese veniva riconosciuto in questa colonia, la quale però approfittava di tale occasione per riaffermare i suoi diritti. Gli Stuart alla loro volta vi mandavano dei commissari inglesi, coll'incarico di regolarsi a seconda delle circostanze, nell'intento di limitare le libertà della colonia, e li portava in Boston la stessa flotta che doveva conquistare la Nuova Olanda: la popolazione assumeva però un atteggiamento minaccioso; si mandava al re un indirizzo pel ritiro dei commissari, e la questione pel momento rimaneva sospesa in seguito anche a vicende interne dell'Inghilterra. Il disegno di diminuire il territorio e l'influenza del Mass. e d'annullarne infine la patente non veniva con ciò abbandonato: dapprima veniva sottratto alla sua giurisdizione il New Hampshire, che nel 1680 diventava una colonia regia, la prima della N. Inghilterra; e poi nel 1684 si revocava la carta della colonia, senza che questa potesse colla forza opporsi al colpo di lunga mano preparato. L'ostacolo maggiore era così tolto di mezzo a quel disegno d'unificazione delle colonie settentrionali e centrali, che il governo sognava e di cui era incaricato l'energico sir Edmondo Andros, mandato in America come governatore di Nuova York nel 1674. L'opera sua non assecondata abbastanza dal debole Carlo II pel momento non trionfava; ma veniva ripresa con maggior fortuna sotto gli auspici dell'assolutista Giacomo II, che procedette in essa senza il minimo scrupolo dei diritti acquisiti delle colonie in possesso di carte regie. L'Andros nel 1686 si recava a Boston quale governatore regio di tutte le colonie settentrionali, il che era a dire distruttore delle loro immunità. I puritani del Mass. videro profanato il loro ritiro dall'introduzione della chiesa episcopale; i cittadini di Rhode Island si videro spogliati della loro patente; quelli del Connecticut la conservavano materialmente per l'ardire di Giuseppe Wadsworth, che, sottrattala di soppiatto dalla sala dell'assemblea, la nascondeva nel tronco d'un albero rimasto storico per secoli col nome di «quercia della carta», ma la videro conculcata nel fatto dall'Andros, che di suo pugno apponeva irritato la parola finis in fondo al libro dei protocolli delle sessioni.
La rivoluzione inglese del 1688 salvava però ancora una volta il libero reggimento della Nuova Inghilterra: Boston insorgeva alla notizia di essa, il governatore regio veniva gettato in carcere; e tutto il paese, rivendicando le antiche sue carte, ripristinava di fatto le sue repubbliche democratiche, dipendenti di nome dal re d'Inghilterra, governate in realtà dalla sola rappresentanza popolare.
§ 7. La società della N. Inghilterra e la sua forza d'espansione. — All'epoca della seconda rivoluzione inglese circa 75.000 bianchi, che rappresentavano in buona parte una vera selezione morale della razza inglese, abitavano la N. Inghilterra ed avevano iniziato la trasformazione del deserto con tale successo da destare l'ammirazione del mondo contemporaneo: più della metà di questa popolazione apparteneva alla colonia del Massachusetts, il quale comprendendovi il Maine e la prima colonia dei Pellegrini, la gloriosa per quanto poco sviluppata Nuova Plymouth che nel 1692 entrerà a far parte di esso, annoverava un 44.000 anime; il Rhode Island e Providence un 6.000; altrettante New Hampshire; da 17 a 20.000 il Connecticut.
La libertà aveva portato i suoi frutti, permettendo al paese di sviluppare senza alcun ostacolo tutte le sue energie: gli atti di navigazione della metropoli non erano stati rispettati; nessuna dogana era stata stabilita. Alla penuria dei primi tempi era successa l'abbondanza: la produzione era ormai superiore al consumo, e s'esportavano pelli, legname, pesce e grano, quest'ultimo nelle Indie Occidentali: l'industria navale, la quale già prima del 1643 dava bastimenti di 400 tonnellate, era quanto mai progredita e con essa la navigazione, monopolizzata può dirsi dal Massachusetts, che faceva il trasporto delle mercanzie per tutte quasi le colonie e mandava i suoi navigli sotto tutti i climi del mondo, mentre la rada di Boston vedeva già bastimenti di Spagna e d'Italia, di Francia e d'Olanda: la stessa industria vi aveva già da un pezzo fatto il suo ingresso, fino cioè dal 1643 in cui erano sorte le prime fabbriche per la lavorazione del cotone fatto venire dalle Barbados.
Scarsa era invece la moneta, giacchè dall'Inghilterra ben poca ne veniva, mentre le colonie dovevano mandarne per le loro provvigioni: nei primi tempi anzi al difetto di essa si era sopperito con lo scambio dei generi e l'uso dei wampun, delle pelli di castoro, del granturco, delle palle di piombo; ma col 1653 s'era impiantata nel Mass. una prima zecca.
La vita degli abitanti era ancora semplicissima, per quanto generale fosse la prosperità, la mendicità ignota e rarissimo il furto. Gli stabilimenti consistevano essenzialmente in comunità d'agricoltori, situate presso la riva del mare: al nord del Piscataqua erano villaggi che dovevano la loro origine al commercio delle pelli di castoro più ancora che al traffico dei legnami ed alla pesca; più al sud città isolate in riva all'Oceano ed ai fiumi necessari pei molini; nell'interno del paese la colonizzazione incominciava appena allora a penetrare. Le case per lo più erano in legno e mattoni, più rare quelle in pietra; dimessi gli abiti; gli uomini in calzoni corti, casacca, bavero, manopole bianche, mantello corto e cappello alto a larga tesa, nelle solennità una fusciacca a colori smaglianti, bottoni di oro o d'argento e stivaloni colla rivolta; le donne un modesto abito di panno tessuto in casa e alla domenica il cappuccio di seta, le maniche e le cuffie ricamate; frugali i pasti consistenti in granturco bollito nel latte, carni di maiale, legumi, erbaggi, pane di segala, sidro e birra.
Data la parità di condizione dei primi coloni più o meno mantenuta grazie alla povertà del suolo ed alla divisione dell'eredità in parti uguali, che non permettevano un troppo rapido formarsi ed accumularsi della ricchezza colla sua conseguenza inevitabile, il riflettersi cioè delle disuguaglianze economiche nella costituzione politica e sociale, regnava in quella società, cui erano ignote le ingenti fortune, una grande uguaglianza. Nè questa era una convinzione filosofica, ma la constatazione d'un fatto evidente e palpabile: goodman, goodwife (buon uomo, buona donna) si chiamavano famigliarmente fra loro, riservando per ben pochi il mister o mistress (signore o signora), per gli ecclesiastici ed i magistrati più che altro. Lo sviluppo d'una coltura largamente diffusa per quanto elementare favoriva poi ancor più questa eguaglianza, togliendo di mezzo quell'abisso intellettuale, che ordinariamente separa le classi abbienti da quelle non abbienti.