[63] L’abbeveratoio di S. Tommaso, secondo il Wright, si trovava a due miglia da Londra sull’antica strada di Canterbury.
[64] V. la nota 11 alla novella del mercante di indulgenze.
NOVELLA DEL CAVALIERE
[1] Il testo dice veramente: pareva la pianta del bosso, o la cenere morta e fredda (lik was he to byholde—The box-tree, or the asschen deed and colde).
[2] Lene he wexe, and drye as is a schaft (si ridusse magro e secco come una freccia).
[3] Il poeta allude al noto episodio di Argo, che Mercurio riusci ad uccidere dopo avergli fatto chiudere i cento occhi. Il racconto si legge anche in Ovidio (Metam. I. 714), che fra i poeti latini è uno di quelli più spesso, direttamente o indirettamente, ricordati dal Chaucer.
[4] Nella Teseide Arcita, per non essere riconosciuto, cambia il suo nome in quello di Penteo (Tes. IV. 3): il Chaucer, discostandosi dal Boccaccio, fa che il cavaliere tebano sostituisca il proprio con quello di Filostrato. È probabile che questo nome, che qui è molto appropriato pel suo significato etimologico (abbattuto da amore), il poeta inglese lo abbia tolto di peso dal poema del Boccaccio, a lui indubbiamente noto come dimostra il «Troilus and Cressida».