[7] Termagante (Termagaunt) o Tervagante era, nella letteratura popolare del medio evo, un dio dei saraceni e dei pagani, terribile per la sua prepotente violenza. Il Bell (op. cit., n.) riferisce una romanza cavalieresca intitolata The King of Tars, nella quale il Soldano fattosi cristiano distrugge tutte le immagini dei suoi falsi dei, e fra le altre anche quella di Termagante. Il nome è di origine sassone (tyr-magan), ed è rimasto nel moderno termagant che significa, appunto, turbolento, arrogante.
[8] Gli antichi gestours (cantori di geste) qui nominati, cominciarono col cantare fatti e avventure di eroi (gesta) presso a poco come gli antichi rapsodi in Grecia. Poi fecero oggetto dei loro canti, insieme con i menestrelli (mynstrales) storie romanzesche di armi e di amori, recitando perfino delle vere epopee come quella del Buovo d’Antona. (Bevys of Hampton). Cfr. Tyrwhitt, op. cit., n.
[9] Leggo col Wright e col Bell:
And made him eek in a maselyn
a real spicerye
of gyngebred etc.
[10] Il testo dice veramente: His sadel was of royel boon. Che cosa fosse il royel boon nessuno lo spiega. Il Wright nota che ad ogni modo si deve intendere senza dubbio un materiale che serviva per fare delle selle speciali per valore e bellezza. E cita in proposito un’antica ballata: Thomas and the Elf Queen, nella quale è detto che la sella con cui cavalcava la regina delle fate era:
of reuylle bone,
Semely mas that sight to se,
Stifly sette with precious stone.
[11] Il testo dice precisamente: Lo, lordes, heer is a fyt. Per l’origine e il significato della parola fyt che gli scrittori anglo sassoni adoperarono per indicare i diversi periodi metrici e musicali di questi cantari romanzeschi, vedi ciò che riferisce il Bell (op. cit., n.)
[12] Il Chaucer ricorda qui, molto opportunamente, fra i vecchi cantari cavaliereschi, dei quali le avventure di Ser Thopas sono una spiritosa parodia, alcuni di quelli che erano più in voga, in Inghilterra, al tempo suo. La storia del giovine Horn (Horn child) si conserva anche in lingua anglo-normanna, ed è una delle saghe più antiche della letteratura inglese. Quella di Ipotis (Ypotis), piuttosto che un vero e proprio romanzo è una leggenda sacra. La materia romanzesca di ser Bevis (Bevys) è quella stessa della rozza epopea del Buovo d’Antona. In ser Guy (sir Gy) abbiamo la nota saga di Guy of Warwick, il quale combattè con un drago in Northumberland. Il romanzo di ser Libeaux cioè: «Il bello sconosciuto» (Ly beau desconus), appartiene al ciclo brettone del re Artù; dell’ultimo intitolato Pleyndamour o Blandamour non si ha notizia, solo lo troviamo ricordato in sir Libeaux. Per la storia e il testo di questi antichi cantari d’Inghilterra cfr. Warton, Op. cit. Ellis, Specimens of Early Eng. Romances. Ritson, Op. cit. PERCY, Essay on ancient metr. Rom., e Reliques of ant. Engl. Poetry. Bernhard Ten Brink Alte Engl. Literatur.
[13] Il romanzo di Ser Percival (sir Percivelle) è attribuito a Chrestien de Troyes, e fu scritto secondo il Warton prima del 1191. Per le sue relazioni con la leggenda del Graal vedi Bell, op. cit., n, e Dunlop, Hist. of Prose Fiction, I, 160 sgg. e 172 sgg.