[46] Il testo dice veramente; «poichè era molto pratica del mestiere di questa vecchia danza» (For of that art sche knew the olde daunce).
[47] Letteralmente: «non c’era caso che per causa delle decime si arrabbiasse ed imprecasse» (Ful loth were him to cursey for his tythes). Chi si rifiutava di pagarle incorreva nella scomunica.
[48] Non so se questa espressione renda, in qualche modo, lo «spiced conscience» del testo, tutt’altro che chiaro, che il Tyrwhitt confessa di non capire assolutamente. L’Hertzberg traduce, «That mit Gewissensskrupeln nicht breit.»
[49] Per maggiore chiarezza non ho mantenuto, traducendo, l’ordine preciso con cui il poeta nomina qui gli ultimi personaggi del suo prologo: ho seguito invece quello nel quale ce li descrive poi singolarmente. Il sompnour (summoner), che io ho reso in italiano con cursore e usciere del tribunale ecclesiastico, era un impiegato che aveva l’ufficio di citare, come dice il nome stesso, davanti alla severa corte dell’arcidiacono, coloro che si erano resi colpevoli verso le leggi ecclesiastiche, custodi a dire il vero non troppo intemerate della pubblica morale. Questo personaggio, nel quale il Chaucer fa un’arguta satira degli usi e degli abusi religiosi del suo tempo, è una delle macchiette più riuscite e geniali della lunga schiera di cavalieri che ci sfilano davanti, gaiamente novellando, sulla via di Canterbury.
[50] Il mugnaio qui descritto dal poeta è il vero prototipo di quella classe che nel medio evo era proverbialmente nota per la consumata abilità di rubare. Secondo l’uso che anche oggi rimane in molti luoghi, il padrone del mulino, invece di denaro, si prendeva a titolo di paga, una certa misura di fiore per ogni sacco macinato. E questo dicevasi, con parola del mestiere, tollen (toll o take toll). Pare, quindi, che l’onesto mugnaio non contento di mettere le mani nel sacco del grano (wel cowde he stele corn) prima di macinarlo, si prendesse poi tre misure di farina (tollen thries) invece di una.
[51] Il Chaucer intende dire che il suo mugnaio, in fin dei conti, non era più ladro degli altri: aveva anche lui, come gli altri colleghi, il suo pollice d’oro. La frase è tolta probabilmente, come nota il Tyrwhitt, dall’antico proverbio inglese: «Every honest miller has a thumb of gold» col quale il popolo faceva le sue vendette.
[52] Non so se in italiano vi sia un’altra parola che meglio risponda al maunciple del testo. Mi è sembrato che fornitore, provveditore, dispensiere sarebbe stato anche peggio di economo.
[53] Il testo ha veramente: he mas ay biforn in good state: «egli era sempre il primo a trovarsi in buona condizione.» Cioè trovava sempre il modo di comprare roba buona e pagarla poco, per farla poi pagare ai suoi padroni più di quello che costava, intascandosi il di più.