4º che la mirra è una resina non molto aromatica, disgradevolmente olezzante, difficilmente combustibile, che si adopera come medicina (la nostra tintura di mirra) e mai come profumo.

5º Nella antica letteratura, specialmente nella letteratura biblica, il balsamo e la mirra sono spesse volte confusi insieme, donde questo continuo «qui pro quo».

3. Sclerocarya Birrea Hochst.(Anacardiaceae)

In tigrigna «abóngul».

Un grande albero con legno leggiero e morbido che nella stagione della siccità fiorisce dopo aver perduto le foglie. I fiori di un giallo cereo sono riuniti insieme alle estremità dei rami in spighe dense disposte a fascetto, e spirano un intenso profumo come di gelsomino, o ciò che torna più esatto, come i fiori del Philadelphus. Specialmente nei monti che fanno corona alla Conca di Cheren, questo albero è assai copioso, in egual modo in tutta la vallata dell’Anseba e nelle vallate che scendono giù verso il Barka.

4. Ochna inermis (Forsk.) Schwf. (Syn. Ochna parvifolia Vahl)(Ochnaceae)

in tigrè (Mensa) «abgamá».

Questo arbusto è assai diffuso nelle alture e nelle pendici verso l’Oriente.

I fiori color giallo d’uovo, coprono in grande quantità nella stagione secca il fusto spoglio di frondi ora dritto e a foggia di un albero, ora di storto sulle rupi come un arbusto nano, ed hanno un forte e magnifico profumo di Syringa.

L’aroma è quasi così forte come quello della Syringa vulgaris L. e colle regole della profumeria si può facilmente fissare per mezzo di grassi ecc., e forse ancora per mezzo della distillazione.