10. Kyllingia triceps L.(Cyperaceae)
in tigrè (Asùs) «Krît-asmûd».
I rizomi di questa pianta che raramente supera i 30 centim. di altezza, hanno un distinto aroma, che in qualche maniera ricorda quello dell’Andropogon Schoenanthus; però è molto più fino e gradevole.
L’aroma, molto intenso nella pianta fresca, è fugace e però dovrà distillarsi sul posto; poichè la pianta disseccata dopo qualche mese lascia sentire soltanto un debole odore.
Nelle Indie orientali si somministra la pianta nella dissenteria, nel diabete ed in altre malattie. Essa nasce in grande quantità nei luoghi aperti ed erbosi delle boscaglie presso Ghinda, dove i rizomi si possono raccogliere a quintali. Non manca però in nessuna parte del territorio al di sopra della zona di 800 metri.
Io sono con certezza convinto che questo aroma, se si introdurrà nel commercio europeo, non mancherà di eccitare una sensazione come alta novità; probabilmente ancora in miscuglio (con altri aromi) darà splendidi risultati.
11. Andropogon laniger Desf., ed Andropogon Jwarancusa Blane, (syn. Andr. proximus H.).(Graminaceae)
Ambedue queste specie di graminacee molto affini fra loro hanno una larga diffusione in tutta la zona dell’Anseba. Dove il pascolo si raddensa in steppa, esse coprono per lunghi tratti ed esclusivamente il terreno; non mancano però neppure sui declivii montuosi. Esse sono molto somiglianti all’Andropogon Schoenanthus L., che del pari appartiene alla Flora abissina e che, insieme all’A. Nardus L. nell’India, è tra le droghe officinali più anticamente usate; in talune regioni, inoltre, è coltivato in grande.
Tutte le suddette specie di Andropogon contengono, a preferenza nei loro rizomi e radici, un olio etereo, il quale si conosce in commercio sotto i differenti nomi di Verbena, Citronelle, Ingwergras, Lemongras, o semplicemente come «grasoil», cioè «olio di gramigna». È esportato da Ceylan e dal Malabar e ultimamente ancora in grande quantità dall’isola della Riunione[8]. Quest’olio forma una parte integrante dell’attuale commercio delle droghe.
L’abbassamento del prezzo (ad un decimo del primitivo, secondo che riferisce il Pharm. Journ. of London 1891, pag. 928) è stato occasionato specialmente dalla falsificazione di quest’olio, praticata nell’India su larga scala. Quest’olio, però, non si deve confondere col vero «olio di Geranium» che si ricava, per distillazione, dalle foglie del Pelargonium Radula L., e che si prepara nel sud della Francia ed in Turchia. Quest’ultimo serve specialmente per falsificare l’olio di rose, mentre che l’olio d’Andropogon serve solamente quale ingrediente ai prodotti numerosi della profumeria ed a varii miscugli, nei quali trova larga applicazione.