in arabo «tîl».
Questa pianta che ha spesso un’altezza di tre metri e che trovasi frequente sui pendii dell’altipiano, contiene nella sua corteccia, facile a distaccarci, una della più forte qualità di fibra che si conosca.
Nell’Egitto, ove questa pianta, che nell’Eritrea cresce selvaggia, è oggetto di coltura, si fa uso delle fibre specialmente per unire le zattere, perchè questa specie resiste nell’acqua per lungo tempo alla putrefazione.
5. Hibiscus macranthus H.(Malvaceae)
in tigrigna «sugôtt».
Schimper dice di questa specie, che si distingue dai suoi fiori grandissimi di colore giallo chiaro, che al secondo giorno si coloriscono in rossiccio: «gli steli manipolati come il lino danno un magnifico filo forte come lino e lucente come seta». Gli Abissini non ne fanno che delle corde, ma Schimper era di parere che se ne potrebbero fare i più belli tessuti, per cui forse la introduzione della coltura di questa pianta sarebbe utile come quella della Ramiè (Boehmeria) ora tanto apprezzata.
6. Grewia salviaefolia Juss.(Tiliaceae)
in tigrino «âba» o «ôba».
Un grosso arbusto con rami lunghi, sui quali le foglie sono ordinate in due file. Trovasi spesso nell’altipiano.
La corteccia si può togliere in strisce lunghe un metro; la sua fibra è molto consistente e si adatta per legare qualunque cosa. Rassomiglia molto al libro di tiglio.