in tigrino: «voiva», o «uèba, o «veiba»

in Ghinda: «zahàtt»

Colla corteccia di quest’albero sparso in tutti i luoghi elevati al di sopra di 800 m. sul mare si può tingere il cuoio in giallo (Schimp.) ed io ho veduto presso Ghinda molti tronchi decorticati, di cui la corteccia doveva essere stata impiegata per un simile scopo.

Pertanto mi è stato detto che serve anche come medicamento per le malattie del petto e dello stomaco. Nell’Arabia Felice dove quest’albero si chiama «gàh», o «goh», si porta la corteccia, per tingere in giallo, sul mercato in grandi pacchi.

29. Phelipaea lutea Desf. (Syn. Cistanche tinctoria)(Orobanchaceae)

in tigrè (Mensa) «ssàât-lâli»

Questa pianta parassita assai vistosa per i suoi racemi di fiori giallo-citrini che si elevano fino ad 1 metro dal suolo, si trova frequente presso i villaggi e nei luoghi abitati dell’altopiano p.e. specialmente abbondante presso Gheleb (Mensa).

Essa fornisce una sostanza colorante giallo aranciata, la quale è adatta per colorare le stoffe di lana e di cotone. In Egitto si adopera la pianta anche come emetico (sec. Figari).

30. Osyris abyssinica H.(Santalaceae)

in tigrigna «gheraz»