La corteccia di questo frutice, abbondantissimo nell’altopiano, serve per conciare e secondo Schimper e Heuglin, con essa si può tingere il cuoio in rossastro.
31. Babbeya oleoides Schwf.(Urticaceae-Ulmeae)
in tigrè: «leisciamm»
in tigrigna: «harumtäh»
Quest’albero trovato da me nell’altopiano dell’Eritrea in due luoghi presso Azzaga e presso Gheleb a circa 2200 metri di altitudine, e già prima nell’Arabia Felice in simili luoghi elevati, ha un bel legno simile all’Olmo, di color rosso bruno. La corteccia grossa quasi un dito è notevole per la intensità della sua sostanza colorante bruno-carica, per cui può servire come uno dei migliori mezzi per conciare il cuoio. L’albero molto copioso nei detti luoghi somiglia all’ulivo selvaggio, col quale si confonde facilmente: per ciò è stato trascurato e rimasto sconosciuto ai botanici che mi hanno proceduto.
32. Aloe abyssinica Lamk. (conf.: piante medicinali [N.º 34]).
I Somali, secondo Hildebrandt, adoperano un decotto delle foglie di quest’Aloe per ottenere un colore, col quale tingono in nero-violetto le stuoje fatte con le foglie della palma Dum. Questa sostanza colorante, che come sembra, si adopera frequentemente anche per altri prodotti, per corbe etc. si esporta altresì; e a cagione d’esempio, gli Afar, che non la preparano da loro, l’adoperano per le loro stuoie.