Andrea, in quell'incontro, non aveva avuto proprio nulla del seminarista, ed anzi se Sua Eminenza lo avesse veduto, se ne sarebbe molto scandalizzata.

—Una lezione bisognava darla, e la darò in tutte le regole!—disse
Andrea fra sè come si trovò solo in istrada.

Rifece Via Rosa, ritornò in Via Santa Eufemia e passò ancora una volta sotto alla finestra dell'Adele. Al duello non ci pensò più.

Cheh! Avea ben altri pensieri in quel momento, e più dolci e più cari per potersene ricordare! Invece il duello gli tornò in mente quando fu rientrato in casa, e, appena salito in camera, cercò nelle tasche il biglietto da visita per vedere con chi mai avrebbe dovuto battersi. Avvicinò il biglietto alla lucerna, ne lesse il nome, e subito il suo volto si fece livido, contraffatto: era il nome di Francesco Parabiano.

III

Andrea di Santasillia non era uomo da sbigottirsi facilmente, e per quanto fosse rimasto colpito e addolorato, non tardò a ragionare e a persuadersi che quello strano incontro non avrebbe certo dovuto influire sopra i disegni del suo cuore.

L'insulto era stato grave, ma tuttavia il Parabiano aveva fermato a tempo il suo braccio; lo schiaffo non era stato dato; ci sarebbe stato di mezzo una sciabolata, e il Santasillia era disposto a buscarla per amor dell'Adele.

Maledetta l'idea che gli era balenata di andare al Caffè Dante!… Era tanto felice!… Ma e perciò?… Non lo sarebbe stato ancora egualmente felice?… Alla fine il duello poteva essere una via come un'altra per mettersi in relazione col tutore dell'Adele. L'aveva tanto cercata quella via, e adesso che l'aveva trovata se ne lagnava? Dopo lo scontro si sarebbero stretta la mano, e così sarebbero stati subito buoni amici, per diventare presto cognati… Chi invece lo doveva inquietare parecchio era Sua Eminenza! Chi sa come avrebbe accolta quella notizia; perchè su certi argomenti, lo zio Cardinale non era punto di manica larga.

La Chiesa proibiva il duello, e quella proibizione era savia, era morale: col duello si esponeva la propria vita per attentare a quella degli altri! Sicuro; non c'era anche il proprio onore da difendere…? L'onore?… Il precetto fondamentale della Chiesa non era il perdono delle offese?…—Bè, bè… ma allora non bisogna restar nel mondo, bisogna farsi frate, a voler seguire certi precetti!—pensò il Santasillia, ch'era già entrato in letto, e cominciava a rivoltarsi un po' inquieto sotto le coperte…—E lui, in tal caso, perchè andava a messa, dal momento che ne dovea ridere?…—Perchè lui era credente…—Credeva?… Dunque era convinto di far peccato?!…

E allora, nel buio silenzioso in cui era avvolto, la coscienza del giovane cattolico gli risollevò dinanzi al pensiero scrupoli e dubbi che la vita mondana aveva assopiti, ma non aveva spenti nell'animo suo.