Originale, di umore bizzarro e avarissimo, il conte Pancrazio, ricco a milioni, non aveva parenti all'infuori di Giuliano e di Baby, i quali spendevano senza scrupoli, fidandosi appunto in una tale eredità che, del resto, non poteva mancare. Ma il conte Pancrazio era stato altre volte in fin di vita, e poi era sempre ritornato indietro, per quanto i medici si fossero ostinati a dichiarare il caso suo disperato. E Andrea, sconvolto da quella inaspettata minaccia di perdere la Baby, e dimenticando che un momento prima aveva ancora fermamente promesso a sè stesso di non rivederla più, innalzò dal profondo del cuore una preghiera così fervida, che forse l'uguale non era mai stata fatta per la salute del conte Pancrazio.—Se la Baby fosse partita davvero, come avrebbe potuto vivere a Oriano? E dove sarebbe andato? Che cosa avrebbe fatto della vita sua?…

Tutto il mondo, senza la Baby, gli parea vuoto e triste.

XII.

Alcuni giorni dopo, ritornando Andrea a Castelguelfo, sentì che la Contessa era a letto, un po' raffreddata. Egli aveva già fatto voltare la carrozza per ritornarsene a Oriano, quando la Gege accorse dicendogli che la padrona stava meglio, e che avea dato ordine di lasciarlo passare.

Andrea non rispose verbo e seguì la cameriera; ma si era fatto ancora più pallido del solito; non riusciva con le mani che gli tremavano ad abbottonarsi i guanti, e incespicò nel tappeto dello scalone. Il pensiero ch'egli doveva entrare nella camera di Baby lo intimidiva, e provava una sensazione strana d'inquietudine, come s'egli fosse per abbandonarsi all'ignoto.

—Ma forse—pensò—avrò inteso male.—La troverò alzata, certamente!—E sperò davvero che così fosse.

Era la seconda volta soltanto, ch'egli vedeva e che entrava nella camera di una donna. Però la cameretta umile, piccina, dove sul casto lettino di ferro avea veduta distesa la morta, in quel punto non gli attraversò la mente: egli era troppo commosso e turbato.

La Gege aprì l'uscio e sollevò la portiera; ma Andrea rimaneva fermo sulla soglia. Non ardiva inoltrarsi in quell'oscurità misteriosa, fra quel tepore insinuante, in cui sentiva più acuto il profumo particolare, che la Baby spandeva dalle vesti, dai capelli, da tutte le cose sue.

—Avanti, Santasillia, coraggio!… Si direbbe che le fo paura!

Andrea si avvicinò dì alcuni passi. Il suo occhio, abituandosi, cominciava a vederci a poco a poco, le tenebre sembravano diradarsi, ed egli non osava guardare il letto grandissimo, a dorature. Balbettò alcune parole, ma non sapeva dove mettersi: la Baby non era proprio alzata!