—Prenda una poltroncina, e venga qui, accanto a me!
Egli volse lo sguardo dove la Baby gli faceva cenno di andare, e vide muoversi, e uscire dall'oscurità qualche cosa di lustro: era il cranio pelato di Marco Baldi, che si alzava per cedergli il posto.
Andrea, più che di gelosia, provò allora un senso di disgusto e di ribrezzo, scorgendo la faccia rossa, accesa del vecchio, vicino al letto, proprio accanto alla Baby, tutta bella, coi capelli biondi che coprivano mezzo il guanciale, e le ricadevano sul giubbettino di seta rosa, chiuso fino al collo.
Egli non la guardava; pure quella figuretta gentile, la sentiva, la vedeva muoversi nell'anima e nel sangue. Per quanti discorsi fossero incominciati, Andrea taceva sempre, e tutt'al più non sapeva rispondere che con pochi monosillabi, o parole inconcludenti. In quella camera soffocava; dinanzi a quel letto soffriva turbamenti nuovi e terribili. Rimaneva immobile, cogli occhi fissi nella faccia di Marco Baldi (l'unico punto dove li poteva tenere senza soggezione), ma intanto vedeva, osservava, studiava tutto d'intorno a lui.
Sul tavolino accanto al letto, c'era il ritratto di Giuliano, e lo avea fatto fremere, come lo faceva fremere la Baby quando si muoveva per accomodarsi colle mani il grosso volume dei capelli, quando cercava sul letto, dove l'aveva buttata, la scatolettina delle caramelle, e quando girava e batteva colla punta dei piedini irrequieti, sotto la coperta grossa di stoffa antica. E, come se tutto ciò non bastasse, c'erano anche le spiritosaggini e i commenti di Marco Baldi, che aumentavano le sue angoscie e lo tenevano in continua agitazione.
Il Baldi scherzava a proposito dell'altro cuscino, accanto a quello della Baby, che rimaneva sempre vuoto, e la Baby, dopo aver arrossito un poco, sorrideva, confessando di essere stata cattiva e ingiusta col suo Giuliano.
—Era tanto giovane quando l'avevano maritata!—Allora non sapeva proprio che cosa volesse dire, nè che cosa fosse l'amore!… Povero Giuliano!…—e a questo punto gli occhi scintillanti della Contessina si empivano di lacrime; lacrime che non erano di dolore, ma di tenerezza.
—Per dire il vero—osservò Marco Baldi ghignando—adesso quel birbone di Giuliano non è poi tanto da compiangere. Anzi, au contraire, se fossero vere le informazioni avute intorno al testamento del conte Pancrazio, avrebbe da godere certi agréments…
—La finisca, Baldi! Non so come si possano dire certe cose!—esclamò la Contessina facendosi rossa di fuoco.
—Ne faremo giudice il conte Andrea!—seguitò il vecchio sboccato, che non voleva cedere a quelle intimazioni; e mentre la civettuola nascondeva le fiamme del visetto, con amabile modestia, contro il cuscino, riferì al Santasillia le dicerie che correvano in quei giorni a proposito del testamento che avea fatto o stava per fare il conte Pancrazio. Questi, non vedendo di buon occhio la separazione che esisteva di fatto tra Giuliano e la Baby, pensava di lasciare tutti i suoi milioni… al loro futuro primogenito.