—Pensa, cara, che il tuo Giuliano potrebbe credere, fra l'altro, che tu avessi un po' lusingato, un po' incoraggiato il Santasillia, a farti la corte!…
—Dio, Dio che roba!—esclamò la Contessina sinceramente:—Ed io invece, non l'ho mai potuto soffrire!
Tuttavia l'osservazione della Marchesa fece colpo.
La sera era bellissima, tepida e chiara. Il lago tranquillo, senza vento. La Baby mandò il Damonte a prendere lo scialletto, e si chiamò vicino Santasillia.
—Mi dà il suo braccio, Andrea? Voglio camminare un poco. Andiamo fino al picco della quercia.—E quando furono innanzi nel viale, essa gli domandò con molta affettuosità nella voce:—Ricorda ancora la nostra tenda e quelle ore buone?
Andrea la guardò serio, fisso, senza rispondere. Erano soli. Gli altri della brigata, messi in sull'avviso dalla marchesa D'Arcole, andavano a passeggiare e a discorrere nelle altre parti del giardino.
—Dica un po' Andrea,—cominciò la Baby, tanto per aprire il fuoco,—stasera siamo in collera?
Andrea la guardò di nuovo, senza dir motto.
—Che ha, dica?
—Che ho?… Vuol sapere che ho?—rispose il Santasillia sciogliendosi vivamente dal braccio della Castelguelfo e fissandola minaccioso—ho che l'amo e che mi ha dannato!