—Ma no, tutt'altro, Dio mio!—E la Baby, senza perdere la pazienza, soggiunse sorridendo:—Tornerà domani, quando vuole, sempre! A patto, per altro, che non mi guardi più con quegli occhi stralunati! Dio mio, sembra, quasi, ch'ella mi voglia mangiare! In fine, poi, dovrebbe essere ragionevole e giusto. Se mi vuole, per sua disgrazia, come dice lei, un po' di bene, che colpa ce n'ho io?
—No; lei non ne ha colpa. Ha voluto soltanto divertirsi col mio cuore perchè il balocco le sembrava nuovo e strano; ha voluto romperlo, come fanno i bimbi, per vederlo dentro, com'era fatto!… E quando vi ha scoperto il culto per una povera morta e il rimorso per un omicidio commesso; quando vi ha scoperto la fede nel perdono e nella pace, lei s'è goduta a sconvolgere e a disperdere tutto ciò; s'è goduta a infondervi un amore che brucia come l'odio, una gelosia terribile che fa impazzire! Poi me lo ha ricacciato nel petto, per ridere di me, per ridere vedendo la smorfia di un uomo che muore disperato.
Andrea col petto ansante per l'urto dei singhiozzi, fe' qualche passo barcollando come un ubbriaco e si buttò sopra una panchina di pietra, presso il margine della roccia. I suoi occhi incavati non avevano più lacrime e fissavano cupamente il lago profondo, che si stendeva immobile e nerastro sotto il cielo bianco.
—Scusi, caro lei!—rispose la Baby, seccamente, perchè punta sul vivo…—io non voglio niente affatto ch'ella muoia disperato!… Anzi, al contrario; da un'ora non fo altro che raccomandarle la calma e la prudenza. Pensi che adesso deve arrivare Giuliano e…
—Ma se sono due giorni eterni, e due notti d'inferno, che non penso ad altro!—esclamò Andrea alzandosi di colpo e afferrando un braccio della Baby e scuotendolo.—E lei ora me lo ripete in faccia?! Ma non vede, non capisce proprio nulla, lei?…
—Andrea, che fa?… Diventa matto?
La Baby aveva un po' di paura, e tentava invano di liberare il suo braccio dalla mano di Andrea.—Mi lasci andare… Voglio ritornare in casa!
—Perchè?… Perchè vuol ritornare?…—È presto ancora…—mormorò
Andrea fissandola cogli occhi smarriti.
—Perchè… perchè,—balbettò la Baby, sempre più spaurita;—perchè fa freddo qui… perchè si fa tardi… Perchè insomma voglio rientrare!
—No… non è tardi… e Giuliano «il suo Giuliano» non può essere arrivato… Avrebbe sentito la carrozza sulla strada… ascolti…—e tese l'orecchio—no… non si sente ancora!… Non si sente nulla!