Il Santasillia già da un pezzo non l'ascoltava più. Egli guardava la sua fanciulla e gli era diventata anche più cara. «Orfana, orfana anche lei, poveretta! Ed era ammalata!… Oh ma bisognava ch'egli ne prendesse cura, e subito!…. L'avrebbe portata a San Remo, a Bordighera… Là, fra quel tepore fragrante di aranci e di oliveti, si sarebbe tosto rinfrancata…» Così pensando si fece coraggio, e la guardò più fisso, e la seguì più da vicino quando essa, sempre accompagnata dalla sua vecchia compagna, s'incamminava lentamente verso casa.
Il Santasillia fu tutto quel giorno sopra pensiero, formando vari disegni per poter conoscere ufficialmente l'Adele e per poterle parlare. Egli si trovava un pochino impacciato. Per quanto le anime loro fossero unite dal vincolo segreto della simpatia, pure le formalità, l'uso, i rispetti umani, tentavano di ficcarcisi in mezzo.
—A chi doveva rivolgersi?… Al suo tutore?… E da chi, e come doveva farsi presentare?…—E così, mille dubbi sorgevano, mille difficoltà, tutte in effetto di lieve o nessuna importanza, ma pure, al primo apparire, inquietanti.
Quel giorno doveva appunto andare a pranzo dalla contessa Giustiniani, sua parente; una buona signora, piena di tatto, che conosceva, che vedeva tutta Verona e che gli era affezionatissima: ebbene, si sarebbe consigliato con lei.
—Ah, fiol mio!—gli rispose la vecchia signora sprofondata nella sua poltroncina, accanto al caminetto, mentre accarezzava le orecchie a un piccolo levriere, che si teneva accucciato sulle ginocchia.—Ah fiol!… Bellezza molta, ma bezzetti pochi in quella casa!… Del resto, riguardo alla puta, non posso dir niente; non la conosco. Ma, gli altri… teste mate; teste mate!… Il padre… un esaltà: ha sempre fatto il rivoluzionario È scappato di casa nel quarantotto; è stato in prigione, poi gli hanno fatto la grazia, ma invece di mettere giudizio, è andato prima a Londra, poi s'è arrolato in Piemonte, e dev'essere morto a San Martino. La madre era di buona famiglia; ma romantica in sommo grado. Ha voluto sposare il Parabiano per forza, e ha girato il mondo con lui. Il figlio poi, l'erede al trono….
—La signorina Parabiano ha dunque un fratello?—interruppe Andrea, colla voce rauca. Egli si sentiva soffocare dalla flemma della vecchia contessa.
—Sicuro: e anca lu, pezo che pezo!—Adesso dev'essere per l'appunto a fare del chiasso nelle Romagne, con Garibaldi… buffoni!
In quei giorni il generale Menabrea aveva rovesciato Rattazzi, e
Garibaldi, coi volontari, metteva in fuga i papalini.
—Insomma,—continuava la Giustiniani, pronunciando sempre le parole con una cadenza lenta e spiccata,—anche quel toso l'è un desperadon!… Alla larga, fiol! alla larga!
—Ma… e il tutore della signorina?