—Non so proprio chi sia; ma dovrebbe essere appunto quella buona lana di suo fratello!
Queste informazioni, poco favorevoli ai Parabiano, non ebbero alcuna efficacia sull'animo di Andrea. Sebbene le sue idee politico-religiose fossero agli antipodi con quelle professate dal giovane Parabiano, pure egli non metteva tutti in un mazzo, come faceva la contessa Giustiniani, i liberali e i birbanti. In ogni modo poi l'Adele avrebbe dovuto essere innocente delle colpe di suo fratello, anche ammesso che questi ne avesse avute. Egli la vedeva pregare con troppo fervore, con troppo raccoglimento, perchè il cuore di lei non fosse pio e buono. Anzi, dopo quel colloquio, il Santasillia cominciò un poco a credere che la vecchia signora non avesse poi tutto quel tatto e quel gran talento che aveva sentito vantare e un po' alla volta diradò le sue visite; già tanto era sempre uggiosa e maldicente.
Però egli ancora non aveva indovinata la strada per mettersi in relazione colla signorina Parabiano. Amici, conoscenti comuni a cui rivolgersi per poter esserle presentato, non ce n'erano punti… E poi, farsi presentare a una ragazza così sola?… Sarebbe stato un agire ammodo?… No, di certo… Il tutore era proprio suo fratello; ma per combinazione, non era a Verona!…
Che cosa fare?… Scriverle dunque?… Sì, non c'era altra via, bisognava scriverle!…—E le ripugnanze sorte nell'animo del Santasillia, appena gli era balenata, la prima volta, una simile idea, si dissiparono a poco a poco, vedendo ch'era questo l'unico espediente che gli poteva rimanere.
Ma che cosa scriverle?… Come contenersi?… E in qual modo gli sarebbe riuscito di farle capitare la lettera?…
Com'era gretta e cretina quella vecchia Giustiniani!… Andar a pensare alla dote, al danaro, ai bezzetti!… Ma appunto perchè l'Adele non era ricca ed era ammalata, non bisognava indugiare.
—Sì, sì, me la condurrò in riviera—pensava Andrea,—e passeremo là tutto l'inverno.
E Sua Eminenza?…. Che cosa avrebbe detto Sua Eminenza, vedendolo imparentarsi con una famiglia di reprobi, di scomunicati?…—E a questo punto il conte Andrea ebbe un sorriso fine fine, che sarebbe parso assai volteriano allo zio Cardinale…—Ma l'Adele, per altro, non è una reproba lei, la cara creatura. Lo scomunicato, in tutti i casi, doveva essere suo fratello, era lui il garibaldino, il seguace dell'Anticristo!…—Anzi lo zio mi dovrà lodare per questo appunto che levo un'anima dall'inferno.
Sì, bisognava risolversi e scriverle presto: non c'era tempo da perdere… Ma invece, quantunque Andrea avesse fretta di molta, trovò necessario aspettare alcun po', prima di mettere ad esecuzione il disegno.
Garibaldi, in quei giorni, sopraffatto dal numero e dai chassepots, era rimasto vinto a Mentana, e un grido di dolore e di indignazione, che le ipocrisie utilitarie della politica tentarono invano di soffocare, s'era levato per tutta Italia.