Rassegnata ad ogni disastro della carnagione, si era tolta anche la veletta, perchè l'aria viva della mattina le sferzasse forte le gote e la fronte nella corsa rapida dell'automobile, una corsa bizzarra, deliziosa verso il nuovo, verso l'alto... si sarebbe detto verso il cielo. — Nello scompiglio dei riccioli biondi, nel fuggevole rabbrividire per le improvvise sensazioni di freddo, ella era e si sentiva ancor più leggiadra e più desiderata, ma ne aveva a volte un senso lieve di turbamento, la intimidiva, di tanto in tanto, così il desiderio ardente che scattava da certi sguardi quasi corrucciati di Febo, come l'adorazione di Rinetto che nella sua sonnolenza invincibile per l'ora mattutina diventava ancor più sentimentale.
***
Nell'automobile ci stavano tutti, benissimo.
Rinetto di fronte alla marchesa e a Febo, e Job a cassetta. Ma ella ci si sarebbe trovata mille volte meglio sola, per allora almeno, senza sguardi che la fissassero, senza alcuno che le chiedesse ad ogni momento, come si sentiva, se si trovava bene, se le piaceva il paese. E siccome, ad onta di ogni sforzo, un senso nuovo di benessere e di ammirazione le chiudeva la bocca, anche Rinetto, intimidito, non osava più parlare; si preoccupava di tenersi sveglio e delle poche valigie ch'erano state chiuse negli ampi fianchi di Eureka, mentre il grosso dei bagaglio avrebbe viaggiato di tappa in tappa, con le diligenze federali: Febo capiva ed aspettava, tacendo. Tutt'al più scambiava qualche frase con Job, sulla manovra della macchina o sulla direzione della corsa.
Job non era passato altre volte, come Febo, per quella strada, ma in un'ora non aveva già più bisogno nè d'indicazione, nè di consigli.
Quel magnifico tipo incrociato di starter e di master che Febo prima di lasciar per sempre l'Inghilterra e la diplomazia, era riuscito a scritturare per sè, e che in breve lo aveva... sublimato in tutti i rami dello sport, dall'ippica al lawn-tennis, dal foot-ball all'automobilismo, s'era insediato a cassetta di Eureka, come un capitano di nave sul ponte di comando, ed era già, a bordo, il padrone dopo Dio, dignitoso e corretto, senza una parola oltre l'indispensabile, sicuro e pronto negli incidenti della strada, disinvolto e imperioso nel suo gergo fatto di tutte le lingue, quando Eureka sostava alle porte dei grandi alberghi, per la colazione, pel pranzo, per gli alloggi.
***
Il sole, il grande sole di luglio, aveva inondato la valle. La strada saliva e la carrozza procedeva lenta, ansimando, con qualche stridore a intervalli. Febo era disceso e camminava a lato, e poichè Rinetto, acciecato dal sole, si era tirato sugli occhi il berretto bianco di marinaio, e cedeva al sonno lasciando ballonzolare la grossa testa, Febo stringeva con la sinistra il polso della marchesa, nervosamente, perchè non le sfuggisse nulla di quanto il paese offriva di interessante, ma senza guardarla, soggiogandola, con quella espressione quasi brutale della sua vicinanza e dei suoi desideri.... Venivano incontro e passavano scendendo la china al gran trotto fragoroso dei loro cinque cavalli, fra nembi di polvere e schioccar di frusta le enormi diligenze gialle, alte e traballanti come navi, e dall'alto era un volgersi di visi esotici, maravigliati e sorridenti verso Eureka e verso la bella, elegantissima signora bionda, che si sentiva ravvolta e seguita da una vampa di ammirazione e di cupidigie.
A quegli incontri, anche Rinetto apriva gli occhi, si scoteva, sorrideva, si dava un contegno, godeva egli pure un po' dell'invidia lasciata dietro per via, ma poi il sonno — quel sonno invincibile della mattina per chi suole dormire tardissimo — lo riafferrava alla gola e non c'era verso... Febo poteva tornarsene a fianco della carrozza, e stringere forte, con la mano scarna e nervosa, il polso tondo e ignudo della marchesa, perchè non le sfuggisse nulla del paesaggio...
— Ecco lassù, più in alto... Appare adesso... È il primo lembo di ghiacciaio che il panorama ci offre.... Vedete quanto è bruno e livido in confronto dei nevai, bianchissimi, più sotto? Domani sera, saremo ai piedi di quella grande muraglia che sembra lo sorregga... Chi direbbe che si può arrivare sin quasi lassù, in automobile?