Rinetto, poverino, pisolando più sodo, si era messo a fischiare, leggermente, ma in modo insopportabile e Febo, sebbene a malincuore, per l'onore del sesso, lo dovette svegliare, gridandogli con paterna commiserazione:
— Sta desto se puoi! Guardati intorno ed ammira, disgraziato! Tra venti minuti si smonta, si fa colazione, e ti concederemo anche un po' di siesta...
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Ritta in piedi su quello strano blocco di neve immacolato, ravvolta, anzi fasciata da quel suo costume morbido e fine a riflessi di bronzo, che non turbava una sola delle grazie rigogliose della bella persona. Felicita si poggiava all'alto alpenstok cui aveva legato in cima un fascio di rododendri; e il mazzo delle roselline delle Alpi spiccava come una gran macchia di sangue sul fondo cupo e quasi verdastro del cielo.
Sostava così ansante e commossa ad ammirare la distesa melanconica del ghiaccio e siccome si era riempita anche tutta la cintola di fiori dell'Alpi — raccolti con ostinata abnegazione pur nei momenti più scabrosi della salita — così sembrava sbocciasse col busto forte ed eretto e la testa superba, di mezzo ad una festa bizzarra di violaciocche, di tulipani, di verbene, di anemoni, di petunie e di calceolarie... La si sarebbe detta, tutt'insieme, la statua di un'iddia dolce e fiera della montagna, ergentesi sopra un rozzo basamento di marmo purissimo, alla quale il prodigio di una nuovissima gioia avesse infuso vita e calore. Felicita, infatti, era tutta rapita e vibrante di fatica, d'ansia, di curiosità e si sentiva sinceramente grata a Febo che le aveva procurato un così strano piacere. Egli non l'aveva obliata un minuto solo, dacchè erano scesi di carrozza per salire a piedi il ghiacciaio, e la marchesa, per oltre due ore, in quella immensa e suggestiva solitudine alpina, si era sentita in balìa di quell'uomo quasi protervo che pur sapeva con squisita sapienza dirle troppo in mille modi, ma senza dir mai tanto ch'ella potesse bruscamente punirlo.
In quello sforzo assiduo di forza e di resistenza fisica, ed in pari tempo di coltura e di genialità dello spirito, l'ostinato amore si rivelava con tutte le seduzioni, con tutte le arti e con tutte le armi di una seconda o terza gioventù, intraprendente ed esperta. Chi lo avrebbe mai detto, conoscendolo solo come un impenitente viveur cittadino? Agile, destro, prontissimo, audace e discreto, egli l'aveva per così dire portata lassù e quasi senza un battito più frequente dei polsi, senza un più affannoso respiro, nè una stilla di sudore; aveva larvato per lei la fatica e i timori della salita, narrandole le cose più varie, insegnandogliene una quantità d'altre, tutte curiose ed interessanti. Ora ella, lo sentiva ancora tranquillamente seduto, lì su di un greppo, sotto di lei e chi sa perchè, proprio in quel punto, di fronte alla scena nuova e nella nuova commozione, le passavano dinanzi come mortificate e piccine, le figure del marito e di Rinetto... quel povero Rinetto che con cento pretesti, fino lassù, al ghiacciaio, non c'era voluto venire...
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Una nube bianca e soffice passava sopra il disco del sole e tosto si smorzò tutto lo scintillio di quell'immenso mare immobile di ghiacci, si spensero le vive luci abbaglianti che venivano prima dai nevai. Sulla scena desolata corse come un brivido di morte: tutto all'intorno si fece squallido, livido, sinistro e Felicita n'ebbe un senso improvviso di raccapriccio, di terrore: le parve che anche i suoi fiori declinassero ad un tratto, improvvisamente avvizziti, si sentì sola, come una bimba persa, nell'orrore di quel paesaggio spettrale, e fattasi smorta, si lasciò scivolare dal suo piedestallo di neve, si lasciò prendere sotto le braccia di Febo e stringere, quasi rabbiosamente, da lui...
Ma nel mentre egli stava forse per osare, la nube stopposa, veleggiando e sfasciandosi a fiocchi, lasciò sgorgare ad un tratto la grande luce del sole... Tutto si riaccese: un senso di tepore e di conforto rianimò la bella smarrita... le sembrò che la vaniglia bruna di cui aveva tutto ingombro il corsetto la richiamasse, con un alito repentino della sua forte fragranza, ai sensi e al pericolo, cosicchè sorrise, si scosse, dolcemente si sciolse, tentò col piede il terreno e arditamente cominciò a discendere verso la strada che serpeggiava laggiù tra i larici estremi, senza più volgersi indietro, senza parlare.