Il vecchio aveva detto la sua miseria, tranquillamente, sorridendo, parlando piano, in quel romancio di cui poco ormai sfuggiva all'orecchio musicale di Felicita; e intanto il ragazzo scemo e la capretta arguta guardavano i due, ma senza curiosità.

Neppure il vecchio sembrava stupito della apparizione di quella coppia signorile, a quell'ora, a quell'altezza....

— Oggi sono passate in su molte carrozze, con molti signori.

— E qualcuno si è fermato a discorrere con voi?

Il vecchio alzò gli occhi dal paiuolo, sorridendo di più.

— Di giorno il sole batte forte sulla cava. Non si ferma nessuno qui. Io non parlo mai... Quasi mai. — Non un lagno in quella voce, nè il menomo accento d'invidia o di rancore per quei signori che gli passavano dinanzi, in carrozza, senza fermarsi, mentr'egli viveva così, inchiodato dalla sventura e dalla miseria ai macigni della sua montagna, ignaro della suprema bellezza della scena che ogni giorno gli si apriva dinanzi, quando all'alba usciva carponi come una povera bestia dal covo, e riprendeva a martellare sul sasso...

— Siete cattolici o protestanti qui? — gli domandò Febo.

— Cattolici. Il villaggio dove arriverete fra mezz'ora, è il primo della valle, abitato tutto da cattolici. Vedrete che bella chiesa!... Ci vado anch'io alla domenica.

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