Il Parvis sente, tra il fragore del convoglio, il trepestìo dei passeggieri e il gridare dei conduttori, un abbaiare furioso; è la voce di Matteo!
— Bravo!... Cominciamo bene!
Poco dopo aprono lo sportello dello scompartimento. L'Onorevole si volta, guarda... È Prospero, confuso, impacciato, che tiene Teo fra le braccia, Teo che si agita, si dibatte nervoso, furioso, inquieto.
— Che vuoi?... Cosa c'è con quel cane?
— Sa che lei è qui vicino, e non vuol più stare con me!... Non ha fatto altro che abbaiare e smaniare tutto il tempo!
— Te lo avevo detto io!... Avevo preveduto che sarebbe stata una seccatura! «Lei non ci pensi! Lei non ci pensi!» E poi subito, tanto di muso, ostinato, testardo!
Ma più del vecchio servitore, che rimane a testa bassa, l'ostinato e il testardo è Teo, che si divincola, si torce più che mai per sfuggire dalle braccia di Prospero, e ringhia al conduttore, che tenendo con una mano lo sportello, coll'altra cerca di accarezzarlo.
— E adesso che facciamo?
— Lo tenga con lei...
La campanella, il fischio...