In certe donne nervose, troppo sensibili e portate all'analisi, tutto diventa complicato e pericoloso; anche la coscienza che, ad ascoltarla troppo, finisce magari col suggerire più il male che il bene.
— Basta!... Non voglio così... Basta! Rosana non osa guardare Lelio in faccia.
— Mi date un grande dispiacere!... Non me lo perdonerò mai!
L'altro risponde appena scrollando il capo.
— No! Mai! Voi potete perdonarmi perchè siete buono, molto buono, ma io non perdonerò mai a me stessa di avervi dato tanto... dispiacere!
Quel «buono, molto buono» aumenta la commozione, le lacrime di Lelio.
— Non fate così! — supplica Rosana sottovoce. — Può entrare Fabrizio e se vi vede a piangere?... Anch'io ho le mani gelate! Devo avere la faccia stravolta! Ebbene, sentite, se proprio è così... il consiglio che mi avete chiesto poco fa... Andate via.
Lelio la fissa, attonito; non ha capito bene.
— Sì; andate via! Partite! Ma non andate in Cina! No, no; non ci sarà bisogno, vedrete, di un viaggio così lontano!
Rosana gli sorride con arguta finezza e insieme con una dolcezza quasi materna.