— Molto infelice! — continua a ripetere Lelio con un'ostinazione molto strana in lui, di solito sempre garbato e remissivo.

— Sentite, donna Rosana: qui fa caldo, un caldo, da togliere il fiato. Ebbene, se voi mi diceste — qui fa freddo — io vi crederei subito e sarei capacissimo anche di gelare. Ma voi, felice con Ottavio?... No, no; conosco Ottavio troppo bene; siamo troppo amici! È impossibile!

— Ah! ah! ah! — Rosana finisce col ridere allegramente; e il suo riso è tutto un tesoro di arguzia e di grazia, è una visione di amoroso abbandono per Ottavio e di canzonatura atroce per il povero Vigodarzo. Ella ormai non è più irritata, non è più nervosa; Lelio non le desta più nè compassione nè pietà, e quindi non le fa più nè rabbia nè paura: Lelio, adesso, la diverte!

Infatti egli non è stato abile. In generale, attaccare il marito per sedurre la moglie, è sempre una mossa sbagliata: nel caso particolare poi, con donna Rosana, peggio che peggio! Quella goffa e presuntuosa insistenza ha urtato la sua delicata sentimentalità e l'ha punta nella sua fierezza di donna, e per ciò, scomparsa dal suo animo ogni impressione del viaggio in Cina e delle lacrime di Lelio, non vi resta altro «ideale» che Ottavio; Ottavio, lo sposo, l'amante accarezzato, adorato dal suo sogno.

— Ah! ah! ah! Ma voi credete, caro Vigodarzo, che il mio Ottavio sia lo stesso Ottavio che conoscete voi? Che conoscono i suoi amici... amici buoni, come voi? Ah! ah! ah! No; nè punto nè poco! Mentre molti fingono di sentire anche ciò che non sentono in realtà, il mio Ottavio finge invece di non sentire ciò che sente davvero e con tutto il trasporto della passione! Ma bisogna far così; anch'io voglio che Ottavio faccia così! Un marito innamorato di sua moglie? — Lelio si volta, la guarda, sorride leggermente, ma Rosana continua senza fermarsi, sempre con più calore e con più esaltazione: — Un marito amante di sua moglie? È come una moglie innamorata di suo marito! In pubblico, in società, bisogna fingere tutto il contrario o si diventa ridicoli! Abbiamo poi tutto il tempo, tanto tempo per volerci bene... a casa nostra!

— Innamorato Ottavio?... — Risolino di Lelio, ma leggero leggero...

— Vi ripeto che mio marito non ama far pompa dei suoi sentimenti. È troppo geloso e orgoglioso della bontà, della nobiltà, della delicatezza, della poesia che chiude nella sua anima e che io sola posso conoscere ed apprezzare!

— Poesia? — Il risolino si fa più visibile e più vivace. — Poesia? Quello là?

— Ottavio; — prego.

— Poesia, quell'Ottavio là? Ma se è la negazione di ogni poesia! Se non l'apprezza la poesia, se non la capisce nemmeno!