— Piccolo caaro!
Parlava benissimo; senza tradire nessun dialetto. Doveva essere dell'alta Italia... milanese no. L'avrebbe veduta qualche volta a Milano.
— Signorina? — Perchè signorina?... — Che cosa ne sapeva Prospero? — Poteva essere benissimo anche una signora.
Gerardo, colla scusa di voltare la pagina della Tribuna, lanciò un'altra occhiata.
— Signorina! È ancora signorina...: Pure, per essere una signorina, è molto disinvolta! Troppo disinvolta!
Seduta in mezzo a due giovanotti, che sembravano piuttosto due giovinetti, col viso sbarbato e smorto, rimpicciolito dall'abbondante e folta capigliatura, ella parlava molto, rideva molto, si moveva molto.
— Signorina, sì; ma già un po' civetta!
Ecco il cameriere col chateaubriand, l'onorevole ripone la Tribuna, e intanto guarda ancora il cappellone rosa e i due vicini.
Dalle giacche bigie, larghissime, spuntavano i colli impiccati negli alti solini rigidi.
— Che caricature... Con la marca autentica dell'imbecillità fatua e pretenziosa!