— E chi è questa signora Clotilde?

— La cameriera della signorina. Siamo vicini di tavola. — La signorina è una marchesa. Marchesa D'Albaro di Genova.

Gerardo fissa il servitore stupito.

... Oh bella! Quella mutria taciturna del signor Prospero che all'Abetone diventa loquace e pettegolo!

IV.

L'onorevole Parvis non dormì bene quella prima notte; anzi, non dormì affatto. Era troppo stanco e troppo agitato. E poi non era ancora abituato all'aria, al clima, alla montagna alta.

Non potendo dormire, era rimasto tutta notte in preda al «Je t'adoore!», anche dopo che la marchesina D'Albaro, ricevuta una duplice salva di applausi, si era ritirata con la sua istitutrice ed era andata a dormire.

Il Parvis aveva sentito i complimenti che le erano stati fatti giù in strada, i saluti e il ricambio della buona notte.

— Al teatro!... Sarebbe andata a finir male!

L'onorevole Parvis, che in vita sua era stato assai poco a teatro e che non era forse mai salito sopra un palcoscenico, aveva tutti i pregiudizi comuni a chi vede da lontano le quinte e i camerini.