Gerardo non s'è accorto di chiamarlo piccolo, «povero piccolo» come l'ha chiamato la signorina del cappellone.
— Povero piccolo!... Tu dormi ed io mi metto a lavorare.
Infatti, siede al tavolino e comincia il suo primo articolo al Daily Express.
Ma quando si dorme male, non si può poi scrivere bene. È impossibile! — L'onorevole Parvis quella mattina non è di lena.
... E il pianoforte della Succursale che non tace mai!
— È un'ira di Dio!... È proprio la terra dei suoni e dei canti, l'Abetone!
Ma non sono gli accordi della sera innanzi! Non sono gli accordi della romanza di Massenet; non è il Je t'adoore!
Il Parvis resta per una buona mezz'ora assorto e pensoso... e la carta che ha dinanzi, per quella mattina, rimane bianca e intatta.
— Andiamo, Teo! Andiamo a fare un'altra passeggiata! L'articolo al Daily Express lo scriveremo dopo colazione.
Si era di piena estate, eppure lassù si respirava un'aria fresca di primavera! Il verde ancora tenue sotto il verde carico e cupo dei vecchi abeti; nei prati le margherite e i vergiss, nelle rive ombrose fra il murmure del rio e lo spionciare delle cingallegre, le violette e le fragole. La primavera! La primavera!