— Quanti anni avete?

— Sono... dopo i quaranta, da un pezzo.

— L'uomo, fino a che non ne ha cinquanta, e molte volte anche dopo, ne ha sempre quaranta.

— Sia pure; ma la signorina D'Albaro ne avrà venti, ventidue! Quanti ne ha, generale?

— Ventidue che vanno per i ventitrè. È più vecchia lei, come ragazza, di voi, come ex-ministro. L'età è relativa, secondo la condizione dell'individuo. Mettete in capo a un uomo di quarant'anni un berretto da capitano e avrete un vecchio obeso: metteteci quello coi distintivi di colonnello e avrete un uomo fresco e vegeto.

— E allora voi, che siete... generale? — Il Parvis comincia quasi a divertirsi agli aforismi dell'amico. Ma «Gambe de pano» risponde con un doloroso sospiro:

— Vicino ai sessanta, si hanno sempre più anni, in realtà, di quelli che si dimostrano!

A questo punto, quasi conferma dell'asserzione, il Bonferreri ha una specie di traballamento. È Teo, il signor Teo, che gli è piombato addosso improvvisamente, con tutto l'impeto.

Saper... lotte! Fermo... Giù!

Ma Teo, invece di quietarsi, continua con le feste e con i salti indiavolati.