Il generale rinuncerebbe assai volentieri a tante e così affettuose espansioni. Le zampe del cane gli insudiciano le falde del soprabito nero; un nero un po' lustro, che tradisce la pensione.

— Grazie, caro; grazie! Adesso basta! Basta complimenti!

Teo spicca un altro salto: gli strappa quasi un bottone della sottoveste.

— Giù... E finiamola!

Alla voce minacciosa del padrone, Teo si acquatta, sbirciandolo di soppiatto, mentre, per rabbonirlo, gli passa fra le gambe scodinzolando.

— Dove siete stato finora? — Prospero dov'è?

Teo gli esce di fra le gambe, allungandosi, strisciando, terra terra.

— Dove siete stato?

Teo si torce e si avvoltola rimanendo diritto, disteso sul dorso, con le gambette corte, ripiegate.

— Rispondete! Si risponde! Dove siete stato?