Sì; il generale Bonferreri aveva colpito giusto. Sì; gli piaceva molto quella bella, quella giovane creatura così giovine e così bella! Ma voleva star a vedere qualche mese, voleva aspettare ancora, allontanarsi per qualche tempo... Voleva mettere alla prova sè stesso, il proprio cuore, la propria passione. Sì, questo bisognava fare: allontanarsi da lei a qualunque costo! Scrivere a Genova, andare a Genova, sapere, informarsi... — Ma intanto guarda, continua a guardare e a sospirare. No, no; non è nera, è bianchissima la bella nuca rotonda e forte; è la radice dei capelli folti, è la lanurie dei capelli più fini, che la rendono bruna...
Bisogna informarsi, bisogna sapere, prima, tante cose! Bisogna scrivere, bisogna andare a Genova. Genova! Genova!... Come in quell'istante la vede bella, Genova, in faccia al mare, piena di luce, piena di sole!
Che cosa ne sa lui, della marchesina D'Albaro?
— Ciò che gli ha detto il generale; nient'altro. Il generale, del resto, è un bravo uomo, un perfetto galantuomo... Egli poi, il Parvis, è riuscito anche a sapere, finalmente, ciò che più gli preme, — a chi la marchesina scrive tanto sovente e così a lungo; e adesso egli sa, finalmente, perchè aspetta con tanta ansia l'ora della posta e perchè ripete sempre, a ogni momento, che non si può vivere all'Abetone con la posta una sola volta al giorno! — La marchesina scrive alle sue amiche! Aspetta lettere e cartoline dalle sue amiche. — Ne ha molte, sparse in tutta Italia, ma sono tre, le più care; due di Genova e una di Torino: l'Ippolita, la Felicina e la Poupette.
— Com'è buona! Come vuol bene alle sue amiche!... Buona, sincera! Sopratutto sincera. Che bella cosa la sincerità!
Perchè aspettare ancora a parlare, ad aprirle il cuore? — Per informarsi, per sapere... — Sapere che cosa? informarsi di che cosa? Non lo sa che è buona, affettuosa, tenera, non lo vede che è bella, com'è bella — tanto, tanto, troppo...
— Cara... figliuola.
Sofia si ferma e lo guarda interrogandolo con gli occhi ridenti:
— Signor... papà?
Gerardo ha un tremito negli occhi, e gli trema leggermente anche la voce: